La Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto: il costo del denaro passa così da 2,25% a 2,50%. La decisione arriva a poco più di due mesi dallo scorso rialzo, avvenuto nel dicembre 2005. Per quanto riguarda il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale, questo si attesta al 3,50%, mentre il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale è innalzato all’1,50%.

L’aumento del costo del denaro avrà ripercussioni sull’intero mercato immobiliare. Lo prevede il Codacons, che aggiunge: "Il rialzo dei tassi aggraverà il problema del caro-casa, e si rifletterà negativamente sul mercato immobiliare attraverso un aumento delle costo delle abitazioni e delle tariffe degli affitti. A farne le spese saranno soprattutto i ceti medi che riescono faticosamente ad acquistare un appartamento."

Nessuna preoccupazione per il mercato dei mutui, le banche stanno già informando i clienti e offrono strumenti finanziari adatti alle diverse esigenze. "La decisione presa dalla Bce non ci coglie di sorpresa, è una misura prevista che non muta lo scenario internazionale di stabilità dei tassi e incide solo marginalmente sul loro livello". Per l’Associazione bancaria "il ritocco di oggi non lascia intravedere preoccupazioni per il mercato dei mutui, che resta ampio e a condizioni favorevoli. Le banche adatteranno le loro posizioni in modo molto differenziato le une dalle altre, in linea con l’andamento dei mercati finanziari. E stanno già fornendo informazioni e supporto ai risparmiatori, con un’ampia gamma di strumenti finanziari che rispondono alle diversificate esigenze della clientela".

L’associazione bancaria ricorda che "il costo del denaro resterà su livelli moderati. Il rialzo deciso dalla Bce va interpretato come un segnale di attenzione alla stabilità dei prezzi, collegato alle prospettive di crescita che cominciano a delinearsi per il prossimo biennio".

 

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