Dopo gli aumenti di Agip ed Api/Ip, anche la Erg oggi annuncia un rialzo di 2 centesimi per la benzina verde. Federconsumatori punta il dito verso il Governo ed afferma: "Non è comprensibile la quiescenza colpevole del Governo che permette tutto questo poiché lucra non solo sulle tasse di produzione (le accise), ma anche sull’IVA al 20% che permette al Governo stesso di guadagnare milioni di euro sugli aumenti del carburante senza fare alcunché (siamo arrivati a 3 miliardi di euro all’anno). Tutto questo grava, ancora una volta ed in maniera irresponsabile, sulle famiglie italiane già tartassate nel loro potere d’acquisto".

"Questi rincari – prosegue l’associazione – dimostrano che "le compagnie petrolifere usano la doppia velocità per aumentare e diminuire i prezzi della benzina. Tuttavia si può comprendere la loro politica poiché ogni centesimo di aumento fa guadagnare loro, mensilmente, 20 milioni di euro".

A seguito del rincaro di 2 centesimo al litro per la verde applicato dalla Erg, Federconsumatori stima un aumento di 30 euro all’anno per i pieni di benzina. "Oramai – aggiunge l’associazione – non soltanto si tratta di rivendicare meccanismi di calmieramento che riducano l’accisa, ma anche di accelerare i processi di modernizzazione della rete di distribuzione dei carburanti che potrebbe portare diminuzioni di prezzo di 7/8 centesimi al litro. Una manovra che riduca i prezzi dei carburanti è anche una manovra importante per ridurre i costi di trasporto di beni di largo consumo: sapendo che 3 centesimi incidono per lo 0,1 sul tasso di inflazione questo potrebbe comportare una riduzione di 28 euro annui di spesa per le famiglie che ora pagano".

Secondo il Codacons è indispensabile che il prossimo Governo intervenga con misure strutturali per evitare speculazioni sui carburanti e contenere la crescita dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. Questi per l’associazione gli interventi da adottare per calmierare i prezzi nel settore:

  • cabina di monitoraggio per verificare l’andamento dei prezzi dei carburanti e la famosa doppia velocità, con sanzioni severe che puniscano gli speculatori e fungano da deterrente;
  • una commissione parlamentare di inchiesta per monitorare il settore e colpire la speculazione dei petrolieri;
  • defiscalizzazione del prezzo dei carburanti attraverso l’eliminazione delle accise;
  • apertura della vendita dei carburanti alla grande distribuzione, seguendo l’esempio francese, dove viene venduto il 60% dell’erogato a prezzi inferiori del 15% rispetto a quelli praticati dai grossi marchi petroliferi;
  • Benzacartelloni sulle autostrade, su cui segnalare i prezzi delle diverse compagnie e la distanza chilometrica delle rispettive stazioni di servizio;
  • Accelerare il processo di modernizzazione della rete distributiva dei carburanti sullo stile di Francia e Germania, che determinerebbe un risparmio di 5 – 6 centesimi di euro al litro.

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