Anche gli italiani, come del resto gli altri cittadini d’Europa, sono stati costretti a cambiare le proprie abitudini e a ridimensionare le proprie spese per far fronte al continuo aumento del costo del petrolio e del carburante. Secondo la "Consumer Confidence Survey" condotta da ACNielsen lo scorso novembre in 42 paesi del mondo, 1 europeo su 3 è molto influenzato dall’aumento del prezzo del carburante. In Italia, in linea con la media europea, è l’80% dei consumatori a dichiararlo (il 28% dichiara di essere molto influenzato mentre il 52% dichiara di esserlo abbastanza). Il 20% non sembra essere toccato dal problema.

Non sorprende che, i paesi in cui il possesso di un’auto è maggiormente diffuso siano anche quelli dove i consumatori sono più preoccupati del problema. A livello globale – l’istituto di ricerca rileva che – l’Europa è seconda solo agli USA per possesso di veicoli. Il 76% dei consumatori infatti possiede un’auto. L’Italia è il paese europeo con il possesso di auto più alto (93%) seguita da Belgio (86%) e Francia (85%).

Come affrontare allora l’emergenza prezzo carburante? Quali impatti ha portato sulle abitudini di guida? Il 54% degli italiani dichiara di utilizzare meno il proprio veicolo (+9% rispetto alla media europea). Inoltre, il taglio delle spese non di prima necessità per far fronte agli incrementi di prezzo del carburante, è la seconda voce per importanza in Italia: il 43%, percentuale che posiziona l’Italia al primo posto in Europa (media europea 22%). Gli italiani provano a risparmiare, sopra media rispetto agli eruopei, riducendo alcune voci di spesa non essenziali quali ad esempio l’intrattenimento fuori casa, l’acquisto di abbigliamento o posticipando l’acquisto di tecnologia.

In Italia assistiamo inoltre ai primi tentativi di razionalizzazione dell’utilizzo dell’auto, concentrando ad esempio le commissioni, con un 20% rispetto ad una media europea del 37% e con paesi come ad esempio la Francia (52%), La Svizzera (51%) e gli UK (47%) che per ragioni di luogo e di cultura hanno già da tempo adottato questa soluzione .

Purtroppo lasciare l’auto in garage per utilizzare i mezzi pubblici non è certo interessante per gli italiani. Solo il 19% infatti adotta questa soluzione per contenere i costi del carburante. Ci sono paesi come la Germania e la Svizzera (circa il 30%) che utilizzano maggiormente i mezzi pubblici anche per cultura e migliore e capillarità della rete.

Se la situazione del mercato petrolifero mondiale dovesse peggiorare ulteriormente e i prezzi dei carburanti in Europa dovessero stabilire nuovi record, è probabile che i consumatori intraprendano nuove misure per risparmiare, come acquistare auto caratterizzate da consumi particolarmente contenuti. Fino a oggi il consumo contenuto è sempre stato considerato un valore aggiunto piuttosto che una caratteristica irrinunciabile per un’auto; ma con l’aumento apparentemente senza fine dei prezzi dei carburanti questo aspetto è destinato a incidere in maniera sempre più decisiva nelle considerazioni per l’acquisto di una nuova auto.Si tratta -conclude AcNielsen – certamente di un’allettante opportunità per le case automobilistiche. Il 10% dei consumatori di Italia, Austria, Germania, Irlanda e Regno Unito ha dichiarato infatti di essere interessato all’acquisto di nuove auto che consumino meno carburante.

 

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