I più costosi sono i frutti di bosco: more, lamponi e mirtilli si attestano al di sopra dei 30 euro al chilo. Ma anche le ciliegie di produzione nazionale non scherzano e vengono vendute a 10 euro al chilo. Sono i prezzi delle primizie a Roma presentati oggi dal Codacons: le stime rappresentano il prezzo medio fra grande e piccola distribuzione e si riferiscono al mese in corso. I dati più rilevanti riguardano gli aumenti in percentuale fra il prezzo all’origine e il prezzo al dettaglio, una stima che, pur essendo disponibile solo per i prodotti che non sono di origine estera, dà una chiara idea dei rincari prodotti.

Le ciliegie passano da 2,40 euro al chilo del prezzo di origine ai 10 euro al chilo del costo finale: il rincaro è del 316%. Le fragole costano all’origine 1,56 euro e vengono rivendute al dettaglio a 3,90 euro: l’aumento è del 150%. Le pesche passano da 1,90 euro al chilo del prezzo di origine a 3,70 euro al chilo al dettaglio con un aumento del 94%. I cocomeri vengono venduti a 2 euro al chilo (il prezzo originale è di 50 centesimi) con una differenza del più 300%. I meloni segnalano un più 93% fra prezzo all’origine (1,14 euro) e prezzo finale (2,20 euro) mentre le albicocche vengono vendute a 2,30 euro al chilo da un prezzo iniziale di 1,50 euro e con una differenza di più 53%. E tutte le primizie, rispetto allo scorso anno, fanno segnalare un aumento di prezzo che va dal 10% delle nespole al 22% dei meloni.

I prezzi ortofrutta della Capitale sono sostanzialmente in linea con quanto registrato a Milano, Torino e Napoli: fra queste quattro città, infatti, Roma si colloca al terzo posto sia per quanto riguarda i prezzi sia per quanto riguarda la percentuale degli aumenti fra il 2005 e il 2006. E sostanzialmente in linea risultano anche i dati relativi alla spesa dei giovani nella Capitale: 15 euro per l’ingresso in discoteca, 8 euro per la consumazione alcolica, 9 euro al pub, 35 euro per un concerto rock, 7,50 euro per il biglietto del cinema e 7 euro per una pizza margherita (quest’ultima più costosa rispetto alle altre città rilevate).

Nel capitolo traffico e inquinamento, il Codacons rileva che "nella Capitale i giorni di superamento dei limiti del Pm10 nell’aria sono scesi dai 112 del 2000 ai 77 del 2005. Le isole pedonali passano da 238 mila metri quadrati del 2000 ai 364 mila metri quadrati del 2004; la quantità di spazzatura raccolta in maniera differenziata passa dal 5% del 2000 al 22% del 2005; dal 2000 al 2004 aumentano anche le zone a traffico limitato (da 4,6 a 6,2 chilometri quadrati) e le piste ciclabili (da 37 a 86 chilometri)". Non mancano però i picchi di concentrazione di smog che superano il tetto stabilito, come Villa Ada, via Monte Libretti e viale Regina Elena.

Il Codacons ha reso noti i risultati di un sondaggio (che non ha però carattere scientifico), condotto telefonicamente e via email su un campione di 3500 cittadini residenti a Roma, di età compresa fra i 18 e i 75 anni. Alla domanda su cosa vorrebbero chiedere al prossimo sindaco di Roma, le risposte hanno segnalato prezzi più bassi nel 25% dei casi, meno traffico, strade pulite e senza buche per il 18%, seguito da affitti meno cari (15%), da autobus puntuali e puliti e da meno smog (al 10%). Secondo gli intervistati, Roma è migliorata negli ultimi cinque anni soprattutto in relazione alle attività culturali (27% delle risposte) seguite da ambiente (17%), integrazione culturale e sicurezza (15%). Alla domanda "qualora dovesse essere riconfermato l’attuale sindaco Veltroni, pensa che la qualità della vita a Roma possa migliorare nei prossimi anni?", il 65% degli intervistati ha risposto positivamente, il 20% negativamente e il 15% non sa o non risponde.

I dati sono stati resi noti nel corso della presentazione della Lista Consumatori – Codacons per Veltroni Sindaco. Nel programma della Lista, ha spiegato Carlo Rienzi, c’è sul versante del traffico la proposta di una fascia oraria gratuita per gli autobus, una compresa fra le 7.00 e le 8.30 quando ci si reca a lavoro e a scuola e una nel pomeriggio; la realizzazione di un mercato di vendita diretta dagli agricoltori ai consumatori una volta a settimana, cosa che comporterebbe secondo il Codacons un risparmio per famiglia da 70 a 120 euro al mese; la stipula di una serie di convenzioni con catene di esercizi commerciali per ridurre le spese dei giovani.

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