Da anni abbiamo denunciato il cartello sul latte per i neonati: ben 35 euro in Italia contro i 9-10 euro in altri paesi europei. La sanzione da parte dell’Antitrust arriva in ritardo ma è un segnale importante contro i cartelli. Un cartello che queste multinazionali hanno attuato anche nel decidere lo sconto dopo l’invito del Ministro. Il rischio è che un qualche cavillo burocratico porti i giudici del TAR, come già successo in passato, ad annullare la sanzione. A esprimersi sulla questione è Adiconsum che precisa: "Ma il problema non si risolve con una semplice multa: è necessario fare appello ai medici pediatri nel consigliare alle mamme non il latte più costoso (dicendo che è migliore) poiché anche quello venduto nei supermercati viene approvvigionato dalle stesse imprese produttrici, ad un costo industriale di circa 7 euro per essere rivenduto a circa 9-10 euro. Le madri quindi sappiano distinguere quando il consiglio del pediatra è legato ad obiettive ragioni di salute del bambino e quando altro non è un che un consiglio interessato verso le marche più note e commerciali".

Anche lo sciopero minacciato dai benzinai vuole impedire una nuova concorrenza – continua l’associazione – che consentirebbe di risparmiare 5 euro ad ogni pieno di benzina. Ma gli ostacoli alla concorrenza sono anche dovuti ai lacci e laccioli che alcune regioni hanno posto per impedire lo sviluppo dei distributori presso GDO. È evidente che gli orari di apertura debbono collimare con quelli dei supermercati; in caso contrario è solo un ostacolo alla libera concorrenza. Per i consumatori – conclude Adiconsum – la concorrenza deve valere anche sui servi dei distributori di carburanti e anche sugli ordini professionali.

 

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