Anche quest’anno la tradizione non si discute: Natale in casa per 95 italiani su cento. Si trascorrerà il cenone della vigilia e il pranzo del 25 nelle proprie abitazioni o ospiti di parenti e amici, mentre percentuali molto contenute scelgono di festeggiare al ristorante. Per il restante 1% Babbo Natale arriverà sul luogo di lavoro o in vacanze in Italia o all’estero. Sarà un Natale nel solco della tradizione, casalingo, dunque, e naturalmente ricco di libagioni di ogni genere: sulle tavole apparecchiate a festa, tra il cenone del 24 ed il pranzo di Natale, finiranno 3 miliardi di euro.

E’ questo, in sintesi, il risultato dell’indagine Confesercenti- Publica Res Swg sulle intenzioni dei consumatori in fatto di festeggiamenti. Gli italiani dichiarano infatti di esser pronti a spendere quanto hanno in tasca per non rinunciare alla tradizione. Così, sale a 122 euro, rispetto ai 113 dello scorso anno, la spesa media alimentare per famiglia alla vigilia ed il giorno di Natale (+8%), con un incremento complessivo di 220 milioni di euro.

Emerge come sono più propensi a spendere i giovani, i laureati, i lavoratori autonomi e i residenti nel centro Italia, oltre alle famiglie numerose. Quanto al menù, come ogni anno le portate saranno tante e diverse da città a città, da regione a regione. La parte dei protagonisti la faranno come sempre il pesce, la sera della vigilia, la carne per il pranzo di Natale insieme a dolci, panettoni, torroni, spumanti e vini. Per rispettare la tradizione in pesce, tra capitone, stoccafissi, tonni, spigole, salmone, frutti di mare e quant’altro, se ne andranno 740 milioni di euro, mentre 980 milioni finiranno in carne, tacchini ripieni, bolliti e affettati. Il tutto innaffiato da 300 milioni di euro di vini e 120 milioni di spumanti. E naturalmente dolci in quantità, per una spesa complessiva di oltre 650 milioni di euro. E dopo cena, lo scambio dei regali impacchettati sotto il tradizionale albero di natale.

Quest’anno, nel rispetto dell’ambiente, sono solo 1,8 milioni le famiglie che scelgono di utilizzare alberi artificiali (l’8% rispetto all’11% del 2005), mentre aumentano coloro che portano a casa l’abete vero (+1%). Sorprende, infine, constatare come solo una minoranza 14% non ama addobbare un abete a casa e molti preferisco riciclare l’albero già in loro possesso: 7 italiani su dieci addobberanno lo stesso albero degli scorsi anni.

 

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