Diffusi oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica i dati sugli indici dei prezzi al consumo relativi al mese di ottobre. Dopo tre mesi l’inflazione torna a salire: il tasso annuo si porta, infatti, al 2,2%, aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto al 2% rilevato nel mese di settembre: si tratta del livello più alto da agosto 2004 (quando risultava al 2,3%). L’Istat ha, così, confermato le stime preliminari dei prezzi al consumo di ottobre, rivedendo al rialzo di un decimo di punto l’indice armonizzato, ossia quello che tiene conto anche delle variazioni temporanee, come svendite e saldi, cresciuto dello 0,6% rispetto a settembre 2005 e del 2,6% su ottobre 2004.

Il rialzo dell’inflazione nel mese di ottobre è dovuto soprattutto al caro-energia. Il comparto, il cui peso sull’indice generale è pari al 6%, continua infatti a mostrare significative tensioni, con una crescita dei prezzi del 2,4% su base mensile e del 12,5% su base annua (era stata pari all’11,6% nello scorso settembre). Rialzi che, spiegano i ricercatori dell’Istat, contribuiscono per quasi otto decimi di punto percentuale al tasso tendenziale d’inflazione. In particolare, in questo mese galoppano i prezzi degli energetici regolamentati, che registrano un rincaro mensile del 2,6% e annuo del 9,7%: l’aumento si deve, in sostanza, agli aumenti della luce (+3,9% mensile, +7,1% annuo) e del gas (+1,8% e +10,7%). Quelli non regolamentati – in sostanza i combustibili- sono invece aumentati del 2,2% rispetto a settembre e del 14,5% su ottobre dello scorso anno. Pesante è stato anche l’aumento dei combustibili liquidi ( il gasolio da riscaldamento), che in un mese è salito dell’1,8% e in un anno del 17,3%.

Il comparto energia pesa sostanzialmente su due capitoli, la casa e i trasporti. Il primo (che registra un aumento congiunturale dell’1,2% e una crescita annua del 6,1%) sconta in particolare i rincari dell’energia elettrica (+3,9% mensile, +7,1% annuo), del gas (+1,9% e + 10,9%) e dei combustibili liquidi (+1,5% e +17%). Il capitolo trasporti cresce in particolare con l’aumento del prezzo della benzina (in crescita del 2,3% su mese e del 14,4% su anno) e del gasolio (+2,8% e +21,7%).

Gli alimentari, al contrario, continuano a contribuire al contenimento del tasso di inflazione: a ottobre tale comparto registra una variazione nulla su settembre e un aumento dello 0,2% rispetto a ottobre 2004. Nel dettaglio, gli alimentari lavorati crescono rispettivamente dello 0,1% e dello 0,4%, mentre i non lavorati registrano una variazione nulla su base mensile e un aumento dello 0,2% su base annuale. Il capitolo delle comunicazioni, infine, continua a mostrare il segno meno scendendo dello 0,1% su mese e del 4,2% su anno: diversa è però la dinamica degli apparecchi telefonici (-2,5% ) e dei servizi di telefonia (+0,3%).

In generale, comunque, l’incremento tendenziale più elevato si registra nel capitolo bevande alcoliche e tabacchi, in crescita del 7,3% a causa di aumenti delle sigarette intervenuti nei mesi scorsi. In crescita sostenuta, infine, risulta anche l’istruzione, a causa degli aumenti delle tasse universitarie e per la scuola secondaria: l’ aumento mensile è dell’1,2% e quello annuale è del 3,3%.

Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Aosta (+3,6%), Torino e Trieste (+2,7% per entrambe), Perugia (+2,6%), Campobasso e Potenza (+2,5% per entrambe). Quelli più moderati hanno riguardato le città di Firenze (+1,5%), L’Aquila (+1,8%), Milano, Bologna e Cagliari (+1,9% per tutte e tre).

 

 

 

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