L’inflazione a dicembre è accelerata e si è attestata al 2,6% rispetto al 2,4% di novembre. La variazione dell’indice dei prezzi al consumo è pari allo 0,3%. In media nel 2007 il tasso di inflazione è risultato pari all’1,8%. A pesare sul rialzo del tasso tendenziale di dicembre sono soprattutto il ritmo di crescita e le tensioni sui prezzi dei prodotti energetici e gli aumenti dei prezzi fra gli alimentari. È quanto comunica oggi l’Istat presentando la dinamica dei prezzi al consumo di dicembre 2007. "Al netto della componente energetica – scrive l’Istat – e degli alimentari freschi, la crescita in ragione d’anno dei prezzi al consumo nell’ultimo mese del 2007 è risultato pari al 2,2 per cento, in lieve aumento rispetto al mese precedente".

Volano i prezzi per pane, pasta e alimentari. L’analisi della dinamica dei prezzi al consumo dei singoli prodotti consente di evidenziare, all’interno del comparto alimentare, l’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi di pane e cereali, passata dal più 7,0% di novembre al più 7,6% di dicembre. In particolare, il prezzo del pane risulta aumentato del 12,6% rispetto al 2006 (più 12,1% a novembre), mentre quello della pasta è cresciuto dell’8,6% (7,6% il mese precedente). Tendenze accelerative riguardano anche il prezzo del gruppo di prodotti "latte, formaggi e uova" (la crescita passa dal 4,7% al 5,8%): in particolare l’incremento tendenziale del prezzo del latte passa al 7,7% dal 6,3% di novembre. Risultano elevati inoltre i tassi di crescita tendenziale della carne (3,5%), in special modo del pollame (7,2%), e della frutta (4,8% ).

Aumentano anche i costi dell’energia. Nel comparto energetico si rileva un aumento congiunturale dell’1,5% del prezzo della benzina verde, con un incremento dell’11,6% rispetto a dicembre del 2006. Il prezzo del gasolio per autotrazione aumenta invece del 3,7% su novembre e del 15,3% sull’anno precedente. I prezzi dei combustibili liquidi per la casa aumentano dell’1,1% rispetto al mese precedente e del 13,1% sul 2006. Prosegue invece la riduzione dei prezzi dei medicinali (meno 0,1% e meno 2,7% sull’anno precedente). Diminuiscono inoltre i dei prezzi per gli apparecchi telefonici (meno 2,9 % su novembre e meno 7,0 % sul 2006).

Con l’effetto dei prezzi il 75% delle famiglie italiane ha cambiato abitudini alimentari, oltre la metà ha variato il tipo di prodotti acquistati ed è aumentata l’attenzione nei confronti dell’etichetta e della provenienza dei cibi: questo il commento di Coldiretti sulla base dell’Indagine 2007 Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione", in riferimento alla diffusione dei dati Istat relativi all’andamento dell’inflazione. Coldiretti ricorda inoltre come, per il World Economic Forum (WEF) di Davos, la riduzione della disponibilità alimentare con l’aumento dei prezzi sia indicata fra le minacce per l’economia mondiale da qui a dieci anni.

I ritocchi dei listini all’origine non giustificano gli aumenti per pane, pasta e ortofrutta: questo il commento della Cia-Confederazione Italiana Agricoltura, che accoglie positivamente l’odierna nomina del Garante per la sorveglianza dei prezzi. "I forti rincari al dettaglio dei prodotti alimentari non possono essere attribuiti alla crescita, peraltro modesta, dei prezzi all’origine – afferma la Cia – Sono, quindi, di natura speculativa e frutto di incrementi artificiosi. Di conseguenza, risulta quanto mai opportuna la nomina decisa dal governo di Antonio Lirosi in qualità di "Mister prezzi" che avrà il compito di riferire sulle dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi in modo da far intervenire l’Autorità garante quando necessario".

 

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