Dopo aver letto il testo integrale della sentenza dell’Antitrust che ha condannato sette compagnie produttrici di sostituti del latte materno, IbfanItalia ha puntualizzato che:

– "Riteniamo giusta la sanzione inflitta con questa sentenza; facciamo però notare come le stesse imprese, cinque anni fa, vennero già multate per gli stessi comportamenti e come venne loro intimato di modificarli. Ci chiediamo se lo faranno ora, visto che in questi cinque anni hanno continuato a violare la legge senza che alcuno intervenisse;
ci chiediamo altresì chi rimborserà quei cittadini che, ieri come oggi, continuano a dover pagare di tasca propria l’iniquo atteggiamento del "cartello del latte in polvere";
nel testo della sentenza, l’Antitrust invita le compagnie ad usare in maggior misura la promozione commerciale rivolta al pubblico, allo scopo di favorire la concorrenza; facciamo notare come una tale strategia commerciale sia chiaramente in contrasto con la lettera e lo spirito del Codice Internazionale Organizzazione Mondiale della Sanità-Unicef sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (1981), sottoscritto dall’Italia e dalle stesse imprese (con questa sentenza, incentivate a non rispettarlo) in sede internazionale;
anche questa sentenza, come quella del 2000, mostra come le violazioni del suddetto Codice Internazionale – per esempio, la fornitura gratuita di latte artificiale agli ospedali – siano sistematiche; ciò porta a ribadire la necessità di un adeguamento della legislazione italiana al Codice Internazionale ed alle successive Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità (37.30/1984, 39.28/1986, 41.11/1988, 43.3/1990, 45.34/1992, 47.5/1994, 49.15/1996, 54.2/2001 e 55.25/2002);
notiamo, infine, come questa sentenza metta in evidenza un potenziale conflitto tra il diritto dei cittadini alla salute e quello delle imprese a farsi concorrenza; la società civile e le istituzioni preposte hanno dunque il dovere di far sapere se preferiscono dare priorità alla salute dei loro bambini o alla libertà d’impresa".

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.ibfanitalia.org

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