L’ascesa vertiginosa del carovita pone la popolazione meno abbiente in una condizione di disagiocrescente, di prostrazione ed indigenza. All’aumento progressivo dei prezzi dei generi di prima necessità , ha corrisposto quello delle tariffe acqua, luce, gas, dei carburanti, assicurazioni, autostrade, dei trasporti dell’affitto di casa, per non parlare dei costi della scuola, dell’assistenza, della salute, della cultura.

Da almeno 3 anni si assiste ad un generale impoverimento, tanto che la cittadinanza attiva ha ridotto i consumi alimentari e tagliato le spese per il vestiario, la cultura, il week end e le ferie. Dall’avvio dell’euro, nel 2002, i prezzi delle merci sono in media raddoppiati, mentre i salari al netto dell’inflazione sono aumentati solo dell’8%; è triplicata la precarietà del reddito a causa della diffusione del lavoro saltuario e mal pagato; le pensioni sono rimaste ferme al palo, il 50% e oltre di quelle sociali sono ancora a 400euro/mese!

Dentro un sistema economico-produttivo declinante e stagnante per quanto attiene i consumi, assistiamo al dissesto dei bilanci familiari e al crack del potere di acquisto dei cittadini: ormai non c’è organo dei media che non denunci l’impossibilità, con così pochi mezzi, di giungere alla fine del mese, la crisi della "quarta settimana" è divenuta una cruda realtà, tanto diffusa che, sia le catene dei supermercati, sia gli altri negozianti, di fronte al calo delle vendite sono corsi ai ripari concedendo alla clientela di pagare dilazionato e/o a rate!

Per reagire a questa catastrofe annunciata, per riuscire a riguadagnare il potere d’acquisto, sia in termini di recupero del reddito che di riduzione dei prezzi, i comitati dei cittadini, le associazioni dei consumatori, i gruppi di acquisto e di scambio, i sindacati di base, l’organizzazione degli agricoltori autoconvocati, hanno dato vita al "Coordinamento dei Comitati per la quarta settimana" che si propone fin dal prossimo 5 novembre di chiamare alla mobilitazione la cittadinanza per aprire la vertenza contro il carovita al fine di raggiungere lo sconto del 50% su un paniere di generi alimentari di prima necessità. All’ appello del 5 novembre, che chiameremo "Carovita day" , hanno già risposto le realtà sociali di Roma, Napoli, Palermo, Cosenza, Taranto, Teramo, Pisa, Bologna, Milano, Torino, che daranno vita ad articolate iniziative di protesta tese a riconquistare il potere di acquisto della quarta settimana.

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