"Rinnoviamo la richiesta, al Presidente del Consiglio, ai Ministri interessati, alle Autorità di controllo ed agli enti erogatori, di un tavolo di confronto per affrontare il problema fermare l’aumento delle tariffe di luce e gas e per difendere il potere d’acquisto delle pensioni". E’ l’istanza avanzata da Spi, Fnp e Uilp (sindacati dei pensionati) per contrastare il caro-vita.

I sindacati fanno inoltre sapere di condividere le motivazioni alla base delle iniziative indette per il 14 settembre dalleassociazioni dei consumatori, ribadendo la propria volontà di proseguire nella mobilitazione con una serie di iniziative fino al raggiungimento degli obiettivi di tutela dei pensionati.

Oggi – si legge in una nota – le preoccupazioni di Spi, Fnp e Uilp trovano conferma e si preannuncia una stangata di circa mille Euro l’anno a famiglia, per il rincaro delle tariffe energetiche e di altri consumi essenziali. Questo produrrà una ulteriore contrazione dei consumi, già in forte calo a causa della progressiva perdita del potere di acquisto di salari e pensioni. Milioni di famiglie italiane vivono ormai la "crisi della quarta settimana" e particolarmente drammatica è la condizione di moltissimi pensionati.

A preoccupare i sindacati dei pensionati sono soprattutto le tariffe energetiche. L’aumento del prezzo dei prodotti petroliferi e delle tariffe energetiche – spiegano Spi, Fnp e Uilp nella nota – accendono l’inflazione, perché hanno un effetto moltiplicatore sui prezzi di moltissimi altri beni e servizi dai trasporti ai consumi alimentari. Inoltre proprio i consumi energetici domiciliari (illuminazione, riscaldamento, ecc.), che sono indispensabili e inevitabili, gravano proporzionalmente in misura molto maggiore sui redditi più bassi, riducendone le disponibilità residuali e costringendo a ridurre il consumo di altri beni essenziali come generi alimentari e medicinali non compresi nella fascia gratuita. Ciò comporta l’innestarsi di gravi ripercussioni anche per la salute. L’inflazione non è uguale per tutti ma pesa in misura molto maggiore su chi non riesce a risparmiare o addirittura è costretto ad indebitarsi o ad attingere ai propri risparmi per arrivare a fine mese.

Oltre alla lotta per la difesa del potere d’acquisto dei pensionati, tra gli obiettivi delle tre rappresentanze vi la richiesta di un fondo per la non autosufficienza, della piattaforma unitaria dei sindacati dei pensionati nell’ambito della vertenza generale che sarà portata avanti nei prossimi mesi.


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