Rincari in vista per i consumatori: la spesa alimentare costera’ di piu’ a gennaio mentre i prezzi petroliferi continueranno a spingere sull’inflazione dopo averla recentemente portata al 2,2%. E’ il segnale lanciato dall’Osservatorio "Prezzi e Mercati" dell’Indis, l’Istituto dell’Unioncamere specializzato nella distribuzione e nei servizi, che evidenzia come a guidare il recente rialzo dell’inflazione siano stati soprattutto i prezzi dei prodotti energetici rincarati, in media, tra novembre 2004 e novembre 2005 di quasi il 10%.

Secondo le anticipazioni d’acquisto per il bimestre dicembre-gennaio gli aumenti piu’ consistenti riguarderanno "oli e grassi" per i quali sono stati rilevati, negli ultimi dodici mesi, rincari dei prezzi alla produzione del 2% sulla media del paniere. In particolare, per l’olio d’oliva ed extravergine, che hanno subito un aumento alla produzione rispettivamente del 12,1% e del 14,1%, sono previsti rincari dell’1%. Mentre per il tonno all’olio d’oliva il prezzo aumentera’ fino al 6% e per acqua, succhi di frutta e birra del 2%. In ribasso del 2% invece carne fresca di suino e di pollo.

Nel caso in cui le anticipazioni dovessero concretizzarsi -sottolinea l’Indis – l’inflazione tendenziale alla produzione alimentare salirebbe a gennaio al 2,4%, in rialzo rispetto a valori poco superiori all’1% registrati nella seconda meta’ del 2005. In forte flessione (-3,5%) sono risultati invece i prezzi alla produzione di parmigiano reggiano e degli insaccati che beneficiano del calo del prosciutto crudo (-4,3%). Nel mercato dei beni alimentari e non l’inflazione rimane comunque contenuta (inferiore all’1%)e rallenta in quello dei servizi (dal 3% al 2,5%) ad eccezione di alcune categorie come i servizi di trasporto e i servizi finanziari dove i rincari negli ultimi dodici mesi hanno toccato il 4% e in particolare le spese sul conto corrente bancario sono aumentate del 10%.

Nessuna discesa dei prezzi nel comparto abbigliamento nonostante la flessione dei costi dovuta alla caduta delle quote alle importazioni dai paesi extra-Ue. A preoccupare rimane comunque il prezzo degli energetici. Il gasolio da autotrazione, secondo l’Indis, in Italia e’ divenuto il piu’ caro della Ue con un aumento dei margini di distribuzione del 30%: si e’ passati infatti da una media di 12 centesimi al litro nel quadriennio 2001-2004 a 16 centesimi al litro nel 2005.

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