"Il 2005 è stato un anno particolarmente importante per la protezione dati nella Pubblica Amministrazione". Lo ha detto il presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, durante la Relazione annuale di oggi. Pizzetti ha citato tra l’altro il caso Laziomatica: "I provvedimenti prescrittivi e sanzionatori adottati sono un punto di riferimento non solo per i Comuni, ma per tutta l’Amministrazione: abbiamo dimostrato che è possibile far circolare i dati in rete senza duplicare gli archivi o accedere direttamente e indiscriminatamente alle banche dati". Il Garante ha ricordato come la P.A. tratti una quantità enorme di dati che riguardano salute, appartenenza etnica, opinioni, attività politiche e sindacali dei cittadini: "Uno dei successi più importanti dell’attività svolta nel 2005, e proseguita nel 2006, è l’aver favorito e ottenuto l’adempimento da parte delle Pubbliche Amministrazioni dell’obbligo di adottare i regolamenti per il trattamento dei dati sensibili". Nel 2005 dunque "la privacy ha fatto passi decisivi nella P.A." ed è iniziata "una nuova e più trasparente stagione nel rapporto fra Pubblica Amministrazione e cittadino". Uno degli impegni riguarda la sanità. "È prossima – ha aggiunto – l’approvazione della autorizzazione generale in materia di trattamento dei dati genetici. All’orizzonte si affaccia il tema ancora in parte inesplorato della cosiddetta ‘sanità elettronica’".

SICUREZZA. "Non è detto che più dati significhino maggiore sicurezza". Questo il commento dell’Autorità che ha ricordato come sia in Italia che in Europa si siano ampliati quantità e qualità dei dati conservati per ragioni di sicurezza. "L’Unione Europea – ha detto – ha adottato alla fine del 2005 una direttiva sulla cosiddetta ‘data retention’, che comporterà la conservazione di miliardi e miliardi di informazioni, riguardanti aspetti essenziali della vita di relazione di tutti i cittadini europei. Si è calcolato che dovrebbero essere conservati ogni giorno 200 milioni di conversazioni telefoniche, 300 milioni di ‘eventi’ di telefonia mobile e 2 milioni e 400 mila gigabyte di dati annui solo per la posta elettronica". Governo e Parlamento devono dunque verificare l’efficacia delle misure. L’Autorità ritiene dunque necessario che "come proposto dalla Commissione, l’adozione degli strumenti normativi relativi al rafforzamento della cooperazione giudiziaria e investigativa avvenga contestualmente all’approvazione di una robusta normativa sulla ‘data protection’ anche nei settori della sicurezza e della giustizia".

IMPRESE E LAVORO. Secondo il Garante la protezione dei dati personali "è una necessità in un mondo in cui l’uso di dati è condizione vitale per la crescita economica e spesso la sopravvivenza delle imprese". Pizzetti ha ricordato che l’Autorità ha avviato "il tavolo per la redazione del codice deontologico sull’utilizzo dei dati nell’ambito dell’attività forense" e promosso la consultazione con i medici di base. È stato effettuato il monitoraggio dell’attuazione del codice deontologico nel settore del credito al consumo, che nel 2005 ha movimentato circa 76 miliardi di euro.

CIFRE. Dalle intercettazioni alla pubblica amministrazione, dati, da Internet al credito al consumo, dalla riservatezza nelle strutture sanitarie alla propaganda elettorale, dalla scuola agli alberghi, dalla videosorveglianza al diritto di cronaca, dalla vita condominiale al recupero crediti. Questi i settori interessati nel 2005 dai principali interventi dell’Autorità per la protezione dei dati personali. Nel 2005 l’Autorità ha adottato 724 provvedimenti collegiali, che hanno riguardato anche la trattazione di 634 ricorsi. Considerando anche alcuni casi trattati nell’anno e definiti più di recente, ha risposto a 364 quesiti e a 1.633 segnalazioni e reclami. Ha dato 31 pareri su atti normativi del governo e ha approvato 61 schemi di regolamento sul trattamento dei dati sensibili nella P.A. I provvedimenti generali sono stati più di 100. In forte aumento le ispezioni: 200 nel 2005 e 145 nel primo semestre 2006. Sono state contestate 94 sanzioni amministrative ed effettuate 10 denunce all’autorità giudiziaria. Circa 12.000 le notificazioni al Garante sull’avvio, la modifica e la cessazione di trattamenti di dati personali per i soli casi espressamente previsti dal Codice (dati genetici, biometrici, relativi allo stato di salute trattati a fini di procreazione assistita, trattati a fini di selezione del personale, volti ad analizzare scelte di consumo).

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