Perché i dati non sono stati distrutti immediatamente? È quanto chiede l’Adoc commentando la notizia che il Garante per la Privacy ha aperto un’istruttoria verso Google per il servizio Street View, sui dati raccolti dall’azienda, che riguardano anche frammenti di comunicazioni elettroniche.

L’associazione punta il dito contro il comportamento della società americana. "Perché Google ha impiegato così tanto tempo per portare alla luce un comportamento altamente lesivo della privacy? – ha detto Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – ci chiediamo, inoltre, perché i dati raccolti dalle auto non siano stati immediatamente distrutti, a cosa sono serviti? E’ quindi opportuna l’istruttoria avviata dal Garante della privacy ma, probabilmente, avrebbe dovuto essere avviata direttamente dalla magistratura".

L’Adoc ricorda di aver denunciato già due anni fa il servizio Street View, sollevando il problema dell’eventuale violazione della privacy da parte del servizio, che mostra anche immagini di persone e veicoli. Afferma Pileri: "Nonostante la presenza di un sistema automatico di riconoscimento e successivo oscuramento dei volti e delle targhe in determinate occasioni il riconoscimento non è stato effettuato, lasciando visibile e quindi riconoscibile il volto o la targa. Pecche riconosciute dalla stessa Google, che afferma l’esistenza di un margine di errore del sistema di oscuramento del 30%. A seguito della nostra denuncia, anche in quel caso il Garante avviò un’istruttoria sulla società americana".

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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