Comuni e Province adotteranno entro fine anno gli schemi di regolamento sull’uso dei dati sensibili e giudiziari adempiendo, in questo modo, ad un preciso obbligo previsto dalla normativa sulla privacy. Il Codice in materia di protezione dei dati personali prevede, infatti, che per poter raccogliere, utilizzare, elaborare, conservare, comunicare dati sensibili e giudiziari indispensabili allo svolgimento delle loro attività istituzionali, le pubbliche amministrazioni, gli enti locali, le regioni, le università debbano adottare, entro il 31 dicembre 2005, specifici regolamenti.

Frutto di un significativo lavoro di cooperazione istituzionale tra il Garante, l’Associazione che riunisce i Comuni italiani (Anci) e l’Unione delle Province Italiane (Upi), comuni e province sono stati i primi enti a dotarsi di schemi tipo rispondendo ad un preciso invito del Garante che ha più volte sottolineato la gravità del tardato adeguamento delle amministrazioni italiane.

"Mentre la cultura della privacy si è diffusa rapidamente tra l’opinione pubblica – ha ammonito Francesco Pizzetti, vertice dell’Autorità, durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Roma – non può dirsi altrettanto delle amministrazioni pubbliche. Ciò preoccupa non poco se si pensa che queste trattano una mole notevole di dati sensibili".

Questi regolamenti, che dovranno essere adottati in piena autonomia da ciascun consiglio provinciale e comunale, individuano e rendono noti ai cittadini quali dei loro dati vengono usati e per quali fini ed "hanno un valore particolare in comunità di piccole dimensioni dove una cattiva gestione dei dati in questione può determinare forme di linciaggio morale a danno di talune categorie di persone", ha affermato Orazio Ciliberti, sindaco del Comune di Foggia e membro dell’Anci.

Il Garante, prof. Pizzetti, ha concluso la conferenza ricordando, ancora una volta, la gravità del non adeguamento alla normativa entro i termini previsti che creerebbe un problema giuridico dal momento che la prosecuzione del trattamento di dati sensibili dopo il 31 dicembre concretizzerebbe un illecito.

Gli schemi di regolamento sono consulatbili sul sito del Garante, dell’Anci e dell’Upi.

Clicca qui per consultare il testo del Codice in materia di protezione dei dati personali.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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