Parla chiaro il ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, nel definire "l’utilizzo da parte della grande distribuzione statunitense di denominazioni di qualità italiane e comunitarie o il riferimento a nomi geografici europei per prodotti interamente ottenuti negli USA un’usurpazione nei confronti delle denominazioni protette europee". Il ministro ha infatti inviato una nota al Commissario europeo all’agricoltura, Mariann Fischer-Boel, al Ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, e all’Ambasciatore italiano a Washington, Sergio Vento, per segnalare la grave situazione creatasi nel mercato statunitense con la commercializzazione di prodotti alimentari a denominazioni d’origine ingannevoli, che indicano prodotti tipici italiani ed europei.

In effetti, gli esempi non mancano: dall’ "Austrian Baby Cheese", al "Domestic Feta Cheese", dal "Russian Style Veal Bologna" o il prosciutto di produzione canadese con denominazione d’origine "San Daniele". Insomma per Alemanno, questi esempi rappresentano "una vera e propria usurpazione nei confronti delle denominazioni protette europee, oltre ad ingenerare nel consumatore americano una grave confusione circa l’origine degli alimenti".

Si tratta di una situazione che "danneggia non solo l’immagine delle produzioni di qualità europee nel mondo, ma le stesse esportazioni sui mercati esteri dei prodotti europei, notevolmente apprezzati dagli americani". "Il mio scopo, come d’altronde il Suo – scrive Alemanno nella nota alla Fischer-Boel – è quello di valorizzare e tutelare in qualsiasi contesto le denominazioni di qualità da ogni possibile usurpazione e frode, sia a livello comunitario sia internazionale. I prodotti tipici europei, infatti rappresentano un importante aspetto dell’economia comunitaria e sono l’immagine della tradizione e della qualità dell’Unione europea nel mondo".

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