Il termine «feta» non è divenuto generico e il prodotto può confermarsi come formaggio a Denominazione di Origine Protetta (Dop) della Grecia. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea dopo che aveva rilevato la richiesta di annullamento, da parte di Germania e Danimarca, sostenute da Francia e Regno Unito, della registrazione della «feta» come Dop per il paese ellenico.

Per essere protetta come Dop – si legge in una nota della Corte – una denominazione tradizionale come «feta», che non è il nome di una regione, di un luogo o di un paese, deve designare un prodotto agricolo o alimentare originario di un ambiente geografico delimitato, comprensivo dei fattori naturali ed umani particolari e idoneo a conferire a tale prodotto le sue caratteristiche specifiche. Occorre inoltre che la denominazione non sia divenuta generica.

La denominazione «feta» non sarebbe divenuta il nome comune di un prodotto agricolo o alimentare, e non sarebbe quindi generica – prosegue la nota – L’area geografica delimitata dalla normativa ellenica ricomprenderebbe esclusivamente il territorio della Grecia continentale nonché il dipartimento di Lesbo. Il pascolo estensivo e la transumanza, che costituiscono i capisaldi dell’allevamento dei capi ovini e caprini destinati a fornire la materia prima del formaggio Feta, sarebbero l’espressione di una tradizione ancestrale che ha permesso l’adattamento alle variazioni climatiche e alle loro conseguenze sulla vegetazione disponibile. Ciò avrebbe condotto allo sviluppo di razze ovine e caprine autoctone di piccola taglia, molto sobrie e resistenti, capaci di sopravvivere in un ambiente poco generoso dal punto di vista quantitativo, ma qualitativamente ricco perché dotato di una flora specifica estremamente diversificata, che conferisce al prodotto finito un aroma e un sapore particolari. L’osmosi tra i fattori naturali menzionati e i fattori umani specifici, in particolare il metodo tradizionale di elaborazione che richiede imperativamente lo sgocciolamento senza pressione, avrebbe così conferito al formaggio Feta una notevole rinomanza internazionale.

Dal punto di vista dei consumatori greci ed europei la feta si conferma un prodotto greco. Anche se la produzione di feta in Stati membri diversi dalla Grecia – conclude la nota della Corte – è relativamente elevata, la produzione di questo formaggio è rimasta concentrata in Grecia e l’85% del suo consumo comunitario, pro capite e per anno, avviene in Grecia. Orbene, la maggioranza dei consumatori in Grecia ritiene che la denominazione «feta» abbia una connotazione geografica e non generica. Negli altri Stati membri, la feta è regolarmente commercializzata con etichette che alludono alle tradizioni culturali e alla civiltà greche. Pertanto, i consumatori in questi Stati membri percepiscono la feta come un formaggio associato alla Grecia, anche qualora, in realtà, sia stato prodotto in un altro Stato membro.

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