Si avvicina il Natale, tempo di regali, di gioia per grandi e piccini e di qualche strappo alla regola della dieta. Ma gli strappi sono meno "dolorosi" se vengono fatti con i prodotti artigianali della tradizione italiana, dal torrone al pandolce, ma soprattutto pandoro e panettone, protagonisti della manifestazione "Dolce Natale italiano" promossa domani, 1 dicembre, in tutta la penisola dalla Federazione italiana panificatori. L’evento – sostiene Edvino Jerian, presidente della Fippa – servirà anche a chiedere una normativa a tutela dei dolci artigianali tipici natalizi e della produzione nazionale.

”Grazie ad un regolamento varato a luglio scorso dal Ministero delle Attivita’ Produttive, oggi e’ consentito- spiega Edvino Jerian, presidente della Fippa – l’utilizzo per la produzione di questi tipi di prodotti, anche di conservanti, cosa che comprendiamo bene, visto che una buona parte di questo tipo di merci viene esportata”. Tuttavia, prosegue, ”non si capisce perche’ non debbano essere messe in luce quelle produzioni, quasi sempre artigianali, che invece utilizzano prodotti di prima qualita’. E in questo caso – si chiede – non sarebbe bene ridenominare questo tipo di produzioni, ad esempio, ‘Panettone di Alta Qualita” o simili, visto che sono previste percentuali piu’ alte di uova e burro o piu’ in generale di prodotti freschi senza conservanti?”.

Contro questo stato di cose, suggerisce Jerian,”serve una norma di legge che non livelli verso il basso le modalita’ di produzione dei dolci tipici, come quelli artigianali”. A questo proposito, preannuncia, ”stiamo predisponendo alcune proposte da portare all’attenzione del Ministero delle Attivita’ Produttive affinche’ le produzioni artigianali possano diversificarsi in nome della freschezza, genuinita’ e riconoscibilita”’. Anche perche’, conclude, ”non vorrei che di questo passo ”arrivino sui nostri scaffali anche panettoni Made in China”.

La proposta di modifica della norme, informa la Fippa, ha si’ lo scopo di tutelare un settore di rilievo con quello alimentare (composto al momento da circa 23 mila esercizi commerciali, 250 mila addetti e un fatturato complessivo di quasi 6 miliardi di euro), ma anche e soprattutto la difesa del diritto del consumatore di conoscere il valore e il gusto del prodotto fresco e fragrante. ”Il gusto – spiega Jerian – e’ l’elemento che rafforza il legame tra il consumatore moderno – sempre piu’ attento alla qualita’ – e l’artigiano, tanto piu’ quando in gioco ci sono i prodotti della nostra tradizione”.

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