Salgono a 155 i prodotti italiani iscritti nel registro europeo delle denominazioni tutelate. Nella lista delle qualità italiane si sono infatti aggiunti il Fico bianco del Cilento Dop (Denominazione di origine protetta) e la Mela annurca campana Igp (Indicazione geografica protetta). Soddisfatto il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, che ha commentato: "La crescita continua del numero di Dop e Igp italiane riconosciute dall’Unione è un’ulteriore dimostrazione del nostro impegno costante nella tutela delle produzioni pregiate. Questi riconoscimenti dimostrano l’importanza della strenua difesa della qualità e della tipicità, a garanzia dei produttori e dei consumatori contro i tentativi di contraffazione e concorrenza sleale".

Gli agricoltori della Cia-Confederazione italiana agricoltori hanno invece affermato: "Con i due nuovi riconoscimenti della Mela Annurca e del Fico bianco del Cilento, il nostro Paese ha consolidato il suo primato con il maggior numero di prodotti a denominazione di origine tutelata -Dop (Denominazione d’origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta). Con 155 riconoscimenti su circa 700, abbiamo ormai una quota superiore al 21 per cento nel "paniere europeo". Ci seguono la Francia con 141 denominazioni, il Portogallo (93) e la Spagna (90). Non solo. Il valore economico complessivo (produzione e consumo) di questi prodotti si arriva a circa 9 miliardi di euro. La Cia ricorda però che incombe la minaccia dell’agropirateria, delle falsificazioni e delle imitazioni dei marchi che ogni anno provocano un danno alla nostra agricoltura di più di 2,5 miliardi di euro.

L’ingresso della Mela Annurca (Igp) e del Fico bianco del Cilento (Dop) – afferma la Cia – è significativo in quanto premia due prodotti che hanno una tradizione con radici profonde nel territorio campano. Quindi, un riconoscimento che valorizza il lavoro degli agricoltori che tanto si sono adoperati per salvaguardare tipicità e qualità di questi due prodotti.

I Dop e gli Igp italiani sono prodotti – rileva la Cia – che rappresentano la punta di diamante, in termini di qualità, nel panorama agroalimentare europeo. Per l’Italia queste produzioni non hanno solo un rilevante aspetto economico, ma sono anche una parte importante della nostra cultura, del nostro saper fare, dei valori legati al territorio, e spesso anche dei nostri paesaggi. Salvaguardare e valorizzare queste nostre produzioni è un fatto di vitale rilevanza non solo economica e non solo per l’agricoltura. Dei 155 riconoscimenti italiani, 105 – conclude la Cia – sono a Denominazione di origine protetta e 50 a Indicazione geografica protetta. La categoria più numerosa è quella degli ortofrutticoli (47), seguita dagli oli d’oliva (37), dai formaggi (32) e dai prodotti a base di carne (28).

 

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