Dubbi e perplessità da parte di Confagricoltura nei confronti della proposta della Commissione europea di modifica dei regolamenti che istituiscono il sistema della denominazione di origine delle produzioni agricole. Pur definendo l’apertura ai Paesi terzi del sistema di registrazione europeo delle DOP e delle IGP "un evento positivo", secondo la confederazione "nella proposta c’è il rischio concreto di un differente sistema di controllo della qualità, tra i prodotti europei ed extra europei."

Nei primi giorni del 2006 la Commissione europea ha infatti adottato due proposte per semplificare le norme relative alle indicazioni geografiche protette (IGP), alle denominazioni di origine protette (DOP) e alle specialità tradizionali garantite, attuando una procedura di registrazione compatibile con le norme OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) per questo tipo di prodotti.

"Se i produttori europei – spiega Confagricoltura – per l’ottenimento del marchio DOP o IGP sono soggetti ai requisiti di igiene e sicurezza e benessere degli animali lo stesso non si può affermare per i produttori extra europei, visto che tali requisiti non possono essere resi obbligatori ai Paesi terzi. Il sistema di controllo sarà inoltre diverso tra Paesi terzi e Unione europea con nessuna possibilità, per quest’ultima, di poterne controllare l’efficacia. Addirittura, in assenza di un Piano Nazionale dei controlli, si permette al produttore extra europeo di dribblare qualsiasi tipo di controllo da parte delle competenti autorità nazionali".

"Potrebbero perciò essere autorizzati e commercializzati – conclude la nota – prodotti che hanno marcate differenze qualitative, inficiando tutto il sistema, con la possibilità di creare nel consumatore confusione o, ancor peggio, una scarsa fiducia nel sistema delle DOP e delle IGP".

 

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