Il Presidente del Consorzio di tutela del pomodoro di Pachino (Sr) ed il Sindaco della città dichiarano: "Assolutamente falso, fuorviante e diffamatorio quanto dichiarato dai giornalisti di Panorama Francesca Falda e Giorgio Sturlese Tosi, colpendo la dignità e la reputazione di un prodotto oltre alla professionalità dei suoi produttori". L’accusa mossa al settimanale è quella di avere diffamato il pomodoro tipico, insieme ad altri Dop e Igp italiani, nel numero uscito il 3/11/05.

I rappresentanti politici ed i produttori della località siciliana garantiscono le proprietà organolettiche e la qualità del celeberrimo prodotto di Pachino, proveniente da un comprensorio ben definito della Sicilia orientale con epicentro il comune di Pachino in provincia di Siracusa (e non Ragusa come erroneamente indicato nel suddetto articolo).

Il pomodoro di Pachino Igp non va confuso con altri ortaggi chiamati impropriamente Pachino o Pachini che presentano caratteristiche nettamente diverse perchè coltivati in altre aree di produzione anche siciliani, ma anche campani, laziali, spagnoli e tunisini, come indicato da Panorama.

A partire dal 2002 – si legge nel comunicato – è operativo il Consorzio di Tutela che ha il compito di tutelare e proteggere la denominazione dell’IGP Pomodoro di Pachino e di perseguire legalmente chi commette degli abusi legati sia alla produzione che all’uso della denominazione; considerando che l’articolo ha creato e creerà una danno all’immagine del prodotto controllato, si riserva di adire le vie legali per diffamazione contro i sopraccitati giornalisti.

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