"E’ un inganno per il consumatore la disposizione contenuta nel comma 941 della legge finanziaria che ha modificato la disciplina dell’indicazione d’origine sui prodotti alimentari e non alimentari". E’ quanto osserva l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale ora una ditta italiana potrà mettere il suo marchio su un prodotto fabbricato interamente in Cina o in qualsiasi altro Paese ingannando così il consumatore, il quale penserà che si tratti di un prodotto nazionale.

La legge finanziaria, afferma l’Unione Consumatori, ha modificato infatti la legge n. 350/2003 in base alla quale "costituisce fallace indicazione, anche qualora non sia indicata l’origine e la provenienza estera, l’uso di segni, figure o quant’altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto sia di origine italiana". "La norma era molto ampia e poteva punire, per esempio precisa l’UNC, anche l’importatore italiano di polpa di pomodoro cinese che raffiguri sulla scatola figure o luoghi dell’agro napoletano. D’ora in poi, invece, potrà farlo".

 

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