Nasce la "banca del riuso" del software per far risparmiare tempo e denaro alla Pubblica amministrazione per le proprie applicazioni tecnologiche. Secondo stime prudenziali, la riusabilità del software nella prima fase consentirà di risparmiare almeno il 10% della spesa che la sola amministrazione centrale sostiene per dotarsi di software applicativo (acquisto che attualmente è di circa 480 milioni di € l’anno); ma con l’estensione di questa procedura a tutte le amministrazioni pubbliche centrali e locali a regime comporterà risparmi di gran lunga superiori.

"Si tratta di una interessante iniziativa innovativa della Pubblica amministrazione italiana, che non ha precedenti in Europa, con cui si abbandona la logica del dover ‘reinventare la ruota’ ogni volta che serve un applicativo tecnologico per riutilizzare, invece, un software o le sue componenti realizzate da o per conto di una amministrazione pubblica nell’ambito di uno o più sistemi informativi di altre amministrazioni", ha spiegato il ministro Stanca ricordando che "questo è un obbligo previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale, il quale dispone che per ogni acquisto di software applicativi l’amministrazione pubblica deve verificare nella ‘banca del riuso’ se già esiste un analogo programma".

Il Portale del Riuso, realizzato dal CNIPA, è coerente con le disposizioni del DPCM del 31 maggio scorso che dispone la "Razionalizzazione dell’uso delle applicazioni informatiche e servizi", previsto dalla legge finanziaria 2005. Esso dà accesso al catalogo delle applicazioni già riutilizzabili (tra cui sistemi per la gestione del personale, la contabilità ed il controllo di gestione) e oltre a significativi risparmi si determina una più veloce diffusione dell’ICT, non essendo più necessario attendere i tempi per lo sviluppo dello specifico software. Il catalogo della applicazioni sarà tenuto costantemente aggiornato via via che altre applicazioni saranno disponibili.

"Nello scenario attuale di evoluzione dei sistemi informativi pubblici il riuso delle applicazioni informatiche è considerato un tema prioritario", ha spiegato il ministro Stanca rilevando che "le Pubbliche Amministrazioni già dispongono di un patrimonio applicativo, esteso a molteplici settori dell’attività amministrativa, che rappresenta un bene pubblico rilevante sotto diversi profili: 1) economico quale frutto di consistenti investimenti effettuati nel tempo; 2) tecnologico, in quanto in molti casi costituito da applicazioni realizzate con tecnologie recenti e con un buon livello di qualità del software; 3) giacimento di conoscenza, poiché le applicazioni integrano nella loro architettura funzionale l’espressione della cultura e della conoscenza specifica dell’amministrazione relativa al procedimento amministrativo supportato; nelle applicazioni si ritrova cioè la capacità delle PA di interpretare e tradurre le norme in strumenti e servizi per la collettività".

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