Oggi la Commissione europea ha dimostrato di voler mantenere un atteggiamento rigoroso per quanto riguarda la pubblicità del tabacco inviando "lettere di costituzione in mora" alla Repubblica ceca, all’Italia, all’Ungheria e alla Spagna per il mancato rispetto della direttiva 2003/33/CE sulla pubblicità a favore dei prodotti del tabacco. Le infrazioni riguardano per lo più esenzioni dal divieto di sponsorizzazione che i quattro Stati membri citati hanno autorizzato nel recepimento della direttiva sulla pubblicità del tabacco nell’ordinamento nazionale. Agli Stati membri è concesso un termine di due mesi per rispondere alle lettere di costituzione in mora e per rendere la legislazione nazionale conforme a quanto disposto nella direttiva. In caso contrario la Commissione proseguirà con le fasi successive della procedura d’infrazione.

Markos Kyprianou, commissario responsabile della Salute e della protezione dei consumatori ha dichiarato: "La direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco è una delle colonne portanti della lotta contro il tabagismo e invito gli Stati membri ad applicarla in modo adeguato. Se si smette di rendere il tabacco interessante attraverso la pubblicità e le sponsorizzazioni sarà possibile ridurre il numero dei fumatori o delle persone che sono indotte a diventarlo. I precedenti interventi della Commissione nei confronti di altri Stati membri in relazione alla direttiva in questione dimostrano che non esiterò a compiere i passi necessari per garantire che venga pienamente e adeguatamente applicata."

La direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco
La direttiva 2003/33/CE sulla pubblicità dei prodotti del tabacco vieta la pubblicità del tabacco sulla carta stampata, alla radio o su Internet. Essa inoltre vieta la sponsorizzazione da parte dell’industria del tabacco di attività o eventi transfrontalieri. Le disposizioni della direttiva si applicano esclusivamente alla pubblicità e alla sponsorizzazione che hanno una dimensione transfrontaliera. Pertanto la pubblicità nei cinema, sui cartelloni o attraverso il merchandising (ad esempio posacenere o ombrelloni) non rientra nel suo campo di applicazione, sebbene sia possibile vietare tutto ciò nell’ambito delle legislazioni nazionali, cosa che diversi Stati membri dell’UE hanno scelto di fare. La pubblicità del tabacco in televisione è stata vietata nell’Unione europea sin dai primi anni ’90 ed è disciplinata dalla direttiva "Televisione senza frontiere".
La direttiva non concede esenzioni per quanto riguarda l’attuazione di misure o il divieto di pubblicità e sponsorizzazione che essa dispone.

La Commissione invita alla piena conformità
La direttiva del 2003 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla pubblicità dei prodotti del tabacco doveva essere recepita nella normativa nazionale entro il 31 luglio 2005. Entro questa data gli Stati membri avrebbero dovuto adottare le opportune misure nazionali per il recepimento e comunicarle alla Commissione.
Nell’ottobre 2005 la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora a 12 Stati membri che non avevano comunicato le misure adottate per il recepimento. Successivamente tutti gli Stati membri, ad eccezione della Germania e del Lussemburgo, hanno fornito alla Commissione le informazioni in questione.

Nel corso della procedura di controllo dei particolari delle normative comunicate dagli Stati membri, fino ad ora la Commissione ha rilevato particolari problemi di conformità per quanto riguarda il divieto di sponsorizzazione.

  • In Spagna vige una disposizione transitoria in base alla quale il divieto per la pubblicità e la sponsorizzazione delle corse automobilistiche si applica soltanto 3 anni dopo l’entrata in vigore della normativa nazionale.
  • L’Italia non applica il divieto di sponsorizzazione agli eventi che si svolgono esclusivamente sul territorio italiano. Tuttavia, conformemente alla direttiva, il divieto della sponsorizzazione si deve applicare a tutti gli eventi con implicazioni transfrontaliere (ad esempio eventi trasmessi in altri Stati membri per televisione o via Internet).
  • L’Ungheria autorizza un’esenzione dal divieto di pubblicità del tabacco in circostanze particolari connesse ad eventi di grande importanza economica per il paese.
  • La Repubblica ceca concede una deroga generale di 3 anni per i contratti firmati prima dell’entrata in vigore della legislazione.

La Commissione prosegue inoltre le procedure d’infrazione nei confronti della Germania e del Lussemburgo che non hanno comunicato le misure nazionali adottate per recepire la direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco.

Prossime azioni
La Repubblica ceca, l’Italia, l’Ungheria e la Spagna dispongono adesso di 2 mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora e per conformare le rispettive legislazioni nazionali alla direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco. In caso contrario la Commissione passerà alla seconda fase della procedura d’infrazione ("parere motivato") e qualora continui a verificarsi una mancata conformità, gli Stati membri possono essere deferiti alla Corte di giustizia europea.

Per ulteriori informazioni consultare il sito:
http://europa.eu.int/comm/health/ph_determinants/life_style/Tobacco/tobacco_en.htm

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