La riforma del danno biologico, la lotta alle frodi assicurative, la banca dati ISVAP, l’introduzione della patente a punti, l’obbligo del patentino, il risarcimento diretto sono state tappe importanti dell’anno appena trascorso. Alla luce di questi risultati resta l’obbligo prioritario non solo di un contenimento delle tariffe, ma di una loro diminuzione e di un miglioramento della qualità del servizio. Il Codice delle Assicurazioni, di cui si è discusso oggi al convegno "Il risarcimento diretto e le nuove sfide del settore assicurativo", organizzato dall’Adiconsum presso il CNEL, introduce significative novità, apprezzate dai consumatori, ma contestate da alcune organizzazioni professionali.

Il convegno ha approfondito il tema del risarcimento diretto, i vantaggi per l’assicurato, l’esigenza di una sua applicazione senza pretestuosi rinvii. E’ stata anche l’occasione per un confronto sulla tutela legale nel risarcimento diretto sulle procedure conciliative, sul problema della mutualità tra giovani e anziani. Un confronto su come imprese e operatori professionali intendono attuare questa importante novità del risarcimento diretto introdotta dal Codice delle Assicurazioni. Ad aprire il lavori, Paolo Landi, segretario generale Adiconsum che ha affermato: "Il Codice delle assicurazioni è un risultato importante per l’azione svolta dalle associazioni consumatori e dal Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU). Per quanto riguarda il risarcimento diretto, uno strumento di riforma da difendere ed attuare, non ci meravigliano le dure prese di posizione da parte di alcune categorie professionali.Il tentativo di far cancellare in Parlamento con un disegno di legge gli articoli sul risarcimento diretto è fallito. Occorre, tuttavia, contrastare tutti quei tentativi dilatori che saranno messi in atto per rinviare o per rendere inefficace il risarcimento diretto.È, quindi, necessario prestare una grande attenzione al regolamento attuativo ed ai suoi contenuti. Il risarcimento diretto è una conquista da difendere e da attuare, perché realizza un rapporto diretto fra tariffa e servizio reso;non riduce i diritti dell’assicurato danneggiato; può contribuire ad una riduzione delle tariffe anche del 10%, poiché consente di superare rendite ingiustificate che ora gravano sulla tariffa, non collegate al servizio reso".

Secondo l’associazione a tutela del consumatore un aspetto delicato del regolamento che deve essere precisato e migliorato prevede:

  • l’esigenza di prevedere un deterrente contro quelle compagnie che con artifici vari non rispettano i tempi previsti di risarcimento. A questo riguardo, in questo caso, i costi degli onorari non dovrebbero più essere caricati sulla tariffa, bensì sui profitti dell’impresa (una proposta che trova tra l’altro anche il consenso dell’Antitrust);
  • inoltre, a fronte di un’offerta non ritenuta congrua da parte dell’assicurato i costi successivi relativi a consulenze medico-legali e peritali devono essere caricati sulla compagnia;
  • la modifica di alcuni aspetti burocratici che rischiano di vanificare la riforma come l’obbligo della raccomandata A.R. per attivare i termini di decorrenza del risarcimento, quando è sufficiente consegnare a mano la documentazione alla propria agenzia.

Al Ministero chiediamo conclude Landi, un riesame del regolamento per cogliere tutte quelle proposte finalizzate a renderlo più efficace.

Segue l’intervento del presidente dell’ Isvap, Giancarlo Giannini che preoccupato ha affermato: "Negli ultimi mesi si è osservato un elemento di controtendenza" nell’ andamento delle tariffe Rc Auto. Dopo un ultimo anno e mezzo di stasi o di aumenti contenuti, oggi c’é una seppur minima tendenza ad aumenti superiori al tasso di inflazione".

"Spero al massimo in un rinvio dell’applicazione dal primo luglio di quest’anno al primo gennaio del 2007, ma non una stroncatura. – continua Giannini, presidente dell’Isvap, che conferma il favore dell’istituto all’adozione dell’indennizzo diretto per l’rc auto e, di fronte ai rallentamenti procedurali incontrati dal nuovo sistema, auspica una rapida entrata in vigore, non appena superati gli ostacoli". Oltre agli accordi che hanno in parte già agevolato la riduzione delle tariffe – ha spiegato Giannini – per far diminuire concretamente i premi rc auto bisogna ridurre i costi delle compagnie. L’indennizzo diretto è in questo senso un ottimo strumento che alla lunga favorirà anche i consumatori.

Secondo l’Istituto nel medio-lungo termine è infatti realistico stimare che con l’indennizzo diretto le tariffe possano registrare cali anche del 10%. Tutto sta però nel passare all’applicazione concreta del sistema: "non ci possiamo fermare di fronte ad interessi di parte", ha detto Giannini citando le associazioni degli avvocati. Ma bisogna allo stesso tempo tenere conto dei suggerimenti avanzati dall’Antitrust che proprio la scorsa settimana ha criticato la direttiva attuativa del ministero delle Attività produttive. Una dilazione dei tempi (l’entrata in vigore dell’indennizzo diretto è prevista per l’estate 2006) è peraltro necessaria per l’Ania, che chiede regole "chiare, semplici e condivise".

"Il sistema assicurativo – ha detto nel suo intervento il presidente ANIA, Fabio Cerchiai – si schiera perché l’indennizzo diretto sia attuato al più presto possibile. Questo possibile implica però che il sistema sia efficiente e che porti ai risultati attesi sia in termini di qualità che di riduzione dei costi". Il rischio che il sistema si riveli inefficiente invece c’é, ha continuato, e "si annida nell’esistenza di norme equivoche". I punti del regolamento del ministero che generano dubbi sono in particolare due: quello legato alla formazione di consorzi tra compagnie (criticato anche dall’Antitrust) e quello in cui si qualificano le spese per l’assistenza professionale come ‘danni accessori’.

Il punto di vista degli avvocati è stato espresso da Guido Alpa, presidente Consiglio Nazionale Forense che ha ricordato: "Sul codice non è stato richiesto un parere, eppure l’abbreviazione dei tempi di giustizia quindi di risoluzione controversie diverse da quelle ordinarie è stato apprezzato, stessa valutazione per il risarcimento del danno. Sono invece state criticate le modalità. Iin particolare, spiega Alpa si disciplina non solo il risarcimento alle cose, ma anche alle persone . Quest’ultimo, un bene costituzionalmente garantito su cui si incentra l’ordinamento. Per questo in quanto rappresentate di una istituzione mi permetto di consigliare di valutare con attenzione il danno alla persona".

Per Daniela Primicerio, Presidente del CNCU, Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti: "Il nuovo Codice delle Assicurazioni è un pezzo importante della complessiva risistemazione del patrimonio normativo che il cittadino-consumatore italiano ha finalmente a disposizione per tutelare i propri diritti. Un patrimonio ora costituito dal Codice del consumo innanzi tutto. E poi anche dalla Legge sul risparmio, il Codice della privacy, il nuovo Codice delle società, solo per fare qualche altro esempio".

Sono tutte tessere di un mosaico che sta andando in una precisa direzione, con tre inequivocabili caratteristiche: semplificazione, armonizzazione, certezza del diritto. Restiamo, ha dichiarato il presidente, però convinti che c’è solo da migliorare ora, non da smantellare o manomettere. Il legislatore
ha fatto un lavoro che in alcuni casi è durato anni, con scrupolo e impegno, vagliando complicati aspetti di coerenza interna tra singole leggi e dell’insieme nel suo complesso. Il giudizio per questo non può che essere positivo.

Ma proprio la vicenda del Codice delle assicurazioni – continua il presidente – ci dà un preciso esempio di come questo cammino graduale di assestamento del sistema normativo non possa essere né fermato, né tantomeno condizionato da paure o da immobilismi di sorta.

"Mi permetto di sottolineare, sostiene Primicerio – soprattutto vista la presenza oggi di rappresentanti delle Aziende – che dal momento in cui andrà a regime la riforma praticheremo, come Cncu, un controllo costante e oserei dire pressante sulle Istituzioni perché la ricaduta positiva per il cliente sia reale e sostanziosa.Ci sono infine tre aspetti che il lavoro della Commissione del Cncu ha elaborato: Trasparenza, Informazione, Conciliazione.

  • Trasparenza. Il rapporto tra cliente-assicurato e Compagnie deve essere improntato alla massima trasparenza e chiarezza. Prevedere l’opportunità che i termini di scadenza dell’offerta cui è obbligata l’impresa, possano ripartire in caso di semplice richiesta di chiarimenti o nuova documentazione sarebbe come dire che la scadenza è dilazionabile all’infinito. Così non può essere e l’emendamento del Gruppo di lavoro va nella direzione di cassare questo comma.
  • Informazione. L’informazione: questo è un punto sul quale stiamo lavorando con impgno anche in altri campi. Se non ci sarà un’adeguata campagna d’informazione su questo istituto i benefici saranno minimi. E solo l’Isvap può garantire la quantità e la qualità di questa informazione. E’ più che un invito: è una raccomandazione, che giustamente è stata inserita come emendamento al decreto.
  • Conciliazione. La possibilità di conciliare in sede stragiudiziale eventuali controversie. L’Unione europea sta insistendo con estrema convinzione perché si percorra sempre di più questa strada. Non si vede perché non debba essere definitivamente lanciato anche in questo settore".

 

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