Le sanzioni inflitte dall’ Antitrust all’ Ania (Associazione delle società assicuratrici italiane) pari a 2 milioni e 200 mila euro per aver messo in atto un’ intesa restrittiva della concorrenza, devono essere rideterminate. Lo hanno deciso i giudici della I sezione del Tar del Lazio che hanno depositato oggi le motivazioni della sentenza il cui dispositivo fu emesso il 28 marzo scorso. Il Tribunale amministrativo ha deciso che entrambe le sanzioni devono escludere per il computo finale i fatturati della Fondazione Ania e dell’ Irsa (Istituto per la ricerca e per lo sviluppo delle assicurazioni) considerate dall’ autorità garante per stabilire la loro entità. Si ricorda che l’ istruttoria che portò alle sanzioni fu avviata dall’ Antitrust il 15 luglio 2004 per la restrittività dell’ accordo stipulato nel 2003 tra l’ Ania e le associazioni dei periti assicurativi maggiormente rappresentative sul territorio nazionale.

Nello stesso, erano definiti il valore dei compensi corrisposti ai tecnici da parte delle imprese di assicurazione, nonché le modalità ed i criteri di accertamento dei danni. In particolare, era prevista l’ utilizzazione di un modulo standard predisposto dall’ Ania e l’ applicazione di parametri di costo per stabilire i prezzi dei pezzi di ricambio, i tempi di riparazione e di sostituzione delle autovetture, nonché i costi orari della mano d’ opera. L’ Antitrust considerò che l’ Ania e le organizzazioni di periti avevano posto in essere una intesa volta alla definizione delle tariffe delle prestazioni peritali, in violazione del trattato CE, e una ulteriore intesa restrittiva della concorrenza, attraverso il mantenimento e la diffusione di uniformi parametri di costo per determinare l’ entità dei risarcimenti per danni a cose.

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