"Il mercato liberalizzato delle assicurazioni sta producendo forti profitti alle imprese, ma scarsi o nulli vantaggi agli assicurati. A dirlo non sono più soltanto i consumatori, ma anche l’Istituto di vigilanza." Questo il commento di Adiconsum sulla relazione di Giancarlo Giannini, Presidente dell’Isvap. L’associazione chiede al Parlamento di dare risposte concrete con il Codice delle assicurazioni che è proprio all’esame dell’organo legislativo.

In particolare Adiconsum chiede:

  • Isvap con poteri d’Authority: rafforzamento del ruolo dell’Istituto che non può più essere solo relegato alla vigilanza, ma che deve essere equiparato ai poteri di un’Authority in grado di intervenire su un mercato che, in assenza di regole e controlli, presenta fenomeni speculativi.
  • "Prezzi in vetrina". Secondo l’associazione di consumatori, la riduzione dei sinistri, oltre agli altri interventi normativi (truffa assicurativa, danno biologico, patente a punti), è andata a vantaggio delle imprese, ma non degli assicurati. I prezzi in vetrina sono ancora un miraggio ed in assenza di una comparabilità semplice ed accessibile, la concorrenza non funziona. Per questo di deve avere dei criteri di riferimento univoci a cui tutte le compagnie devono attenersi.
  • Regole sulla mutualità. Adiconsum – si legge in una nota diffusa dall’associazione – concorda con il Presidente Giannini quando denuncia "polizze assicurative di 7.000 euro per i giovani. Se questo è un dato limite, la richiesta di 3-4.000 euro è la norma e questo è intollerabile per una polizza obbligatoria per legge. Devono essere ristabiliti criteri di mutualità fra giovani e anziani e fra aree del territorio."
  • Indennizzo diretto. L’associazione di dice d’accordo con questa possibilità perché ciò può ridurre drasticamente il costo degli onorari professionali che pesano sulle tariffe Rc auto per il 10%. Molti di questi oneri sono semplicemente delle rendite che l’indennizzo diretto può ridurre drasticamente.
  • Procedure conciliative. L’accordo sottoscritto con Ania per sviluppare procedure conciliative langue. Si deve dare un nuovo impulso a questa scelta che può migliorare il rapporto tra utente e compagnia inserendola nel contratto di polizza come un vero e proprio servizio.
  • Previdenza integrativa e polizze vita. Anche i lavoratori che si rivolgeranno ai fondi aperti, cioè a quelli proposti dalle assicurazioni e dalle banche devono godere degli stessi controlli e delle stesse regole di chi sceglie i fondi chiusi. "E’ assolutamente inaccettabile – fa sapere Adiconsum – che i fondi aperti rispondano alla Consob e quelli chiusi alla Covip. Sulle polizze vita la normativa dell’Isvap porta elementi maggiori di trasparenza, ma in assenza di controlli su tutti i canali distributivi (banche incluse) si rischia di ottenere scarsi risultati."

L’associazione conclude rivolgendosi al al Governo perché "si attivi per una rapida approvazione del Codice delle assicurazioni all’interno del quale va risolto l’indennizzo diretto, senza provvedimenti-stralcio come chiesti dall’on. Marzano".


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