"L’indennizzo diretto è una risposta valida solo se vale anche per i danni alle persone. È irrilevante se è limitato solo alle riparazioni dei veicoli. Al Consiglio dei Ministri del 26 agosto chiediamo una vera riforma e non una scatola vuota". E’ il commento di Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum alle indiscrezioni sulla volontà del Governo di limitare questa riforma ai soli danni materiali, vale a dire alle riparazioni dei veicoli.

"Al Governo – sottolinea Adiconsum – i consumatori hanno chiesto che l’indennizzo diretto fosse applicato sia per i danni alle persone sia per i danni materiali. Se cosi fosse sarebbe l’ennesimo palliativo e non un vera riforma che può ridurre in maniera significativo il costo delle polizze".

Secondo l’associazione, in quanto gli aspetti speculativi e le rendite si annidano nei risarcimenti relativi ai danni alle persone, "è evidente che tutte le attese di riduzione dei costi delle polizze andrebbero deluse. Se l’indennizzo diretto, come da noi richiesto, riguarderà i danni materiali e quelli alle persone, la riduzione delle tariffe sarà significativa, potendo anche superare il 10% del costo della polizza." Adiconsum ricorda inoltre che le compagnie hanno sottoscritto con la associazioni di consumatori una procedura di conciliazione che può ridurre in modo significativo il ricorso ai tribunali, rappresentando una valida e gratuita alternativa alle lobby che lucrano sui sinistri.


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