L’indennizzo diretto "è una conquista, non pregiudica alcun diritto, può consentire una riduzione di 50 euro sulle attuali tariffe". E’ quanto affermano Adiconsum, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori, Adoc. Le associazioni hanno spiegato che l’indennizzo diretto – approvato con il Codice delle Assicurazioni – fa sì che in caso di sinistro il risarcimento non debba più essere richiesto alla compagnia del veicolo responsabile, ma alla propria compagnia.

"La procedura – affermano le associazioni dei consumatori – semplifica e velocizza perciò il risarcimento, crea un rapporto diretto tra tariffa pagata e qualità del servizio ricevuto, può ridurre taluni costi per onorari professionali ,e soprattutto può ridurre tutti quei costi legati ad "artificiosità" e truffe, facilitate dalla vecchia procedura."

Le associazioni stimano che il costo degli interventi professionali pesa oggi sulla tariffa per il10% ed è pari a 2mld di euro l’anno. L’indennizzo diretto peraltro non impedisce la possibilità di intervento dei patrocinatori, se la proposta di risarcimento della propria compagnia non fosse ritenuta congrua. In questo caso la cifra offerta è considerata acconto.

Il fatto che la compagnia abbia un rapporto diretto con il proprio assicurato fa in modo che la proposta di risarcimento sia adeguata e non più strumentale e/o "attendista" come avveniva in tanti casi con la vecchia procedura.

L’indennizzo diretto quindi non "agisce" sui diritti degli assicurati, ma sulla possibilità di richiedere onorari professionali a carico della compagnia solo a fronte di offerte di risarcimento ritenute non congrue dall’assicurato.

"Le accuse di riduzione dei diritti degli assicurati – continuano le associazioni – sono dunque infondate e pretestuose, per continuare un facile business pagato apparentemente dalle compagnie, ma nella realtà caricato sulle nostre tariffe." L’indennizzo diretto riduce infatti tutti quegli interventi ingiustificati, come ad esempio una semplice lettera di richiesta di risarcimento che vale un onorario pari a 20% del danno.

I consumatori affermano di apprezzare e ritenere importante il ruolo dei professionisti nel processo di liquidazione per un equo e giusto risarcimento, tuttavia non possono avallare ed intendono contrastare talune posizioni corporative che sono sia a danno della qualità del servizio, sia di ostacolo per una possibile riduzione delle tariffe.

Per questo chiedono:

– al Governo di varare il regolamento attuativo dell’indennizzo diretto entro i 90 gg. previsti, respingendo richieste ingiustificate delle lobby.

– alle Compagnie di Assicurazione di trasferire in riduzione di tariffe i minori costi derivanti dall’indennizzo diretto.

L’ indennizzo diretto può consentire una riduzione media delle tariffe di 50 euro e un miglioramento del servizio per gli assicurati.

"L’indennizzo diretto – ha dichiarato Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino – ha messo d’accordo tutte le associazioni dei consumatori, Ania e Isvap, si dicono contrarie solo alcune categorie, come gli avvocati o i periti. Dietro questa opposizione non ci sono motivazioni giuridiche, ma solo gli interessi di categorie che in questi anni non hanno fatto nulla per ridurre le tariffe Rcauto o velocizzare i tempi degli indennizzi. Siamo convinti che l’indennizzo diretto sia un passaggio importante per la riduzione dei costi delle polizze assicurative."

Anche Giovanni Fiorentino, capo di Gabinetto dell’Autorità Antitrust si è detto d’accordo con le associazioni dei consumatori ed ha affermato che "l’indennizzo diretto rappresenta un successo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ed è il risultato di una tempestiva segnalazione dell’Autorità al Governo." Inoltre ha aggiunto Fiorentino l’indennizzo diretto "può produrre risultati positivi anche in termini di contenimento dei costi delle polizze assicurative." Il rappresentante dell’Autorità Antitrust ha poi concluso affermando che sarebbe auspicabile che "la normativa regolamentare da emanare risponda a criteri di semplificazione, trasparenza e non contenga profili restrittivi della concorrenza".

 

 

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