Dopo l’ecografo subacqueo comincia la sperimentazione dello spirometro per studiare l’apparato respiratorio degli apneisti. L’obiettivo dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa è la creazione di un vero e proprio laboratorio diagnostico subacqueo. E i cinque milioni di sub, questo è il numero nella sola Europa, potranno praticare le loro immersioni in apnea in maggiore sicurezza. Ma anche chi soffre di scompenso cardiaco potrebbe avere nuove prospettive di cura. Lo studio sul recupero fisico dei subacquei che riemergono dalle immersioni in apnea, condotto dai ricercatori dell’Ifc-Cnr, ha infatti offerto inediti spunti anche per approfondire la conoscenza della malattia cardiaca. "Le ricerche nell’ambito della medicina subacquea hanno caratterizzato le alterazioni emodinamiche temporanee durante l’immersione", spiega l’ing. Remo Bedini dell’Ifc-Cnr. "Comprenderne i meccanismi può essere utile per il trattamento dello scompenso di cuore, patologia di cui soffrono nel mondo circa 22 milioni di persone e che solo in Italia conta 87mila casi".
E’ sufficiente un’immersione a profondità bassissime, anche meno di tre metri, "per verificare strumentalmente variazioni emodinamiche, aldilà del cosiddetto diving reflex, il riflesso d’immersione, che descrive gli aggiustamenti cardiovascolari che avvengono nel corpo umano già nell’atto di bagnarsi la faccia", precisa Bedini.

Lo studio dei tempi e delle modalità di recupero degli apneisti ha portato ricercatori e tecnici dell’Ifc-Cnr a mettere a punto nuovi strumenti diagnostici destinati a imprimere una svolta determinante nel campo della medicina subacquea e iperbarica. Questi ed altri risultati scientifici e le prospettive future del progetto dell’Istituto Cnr sono stati presentati lo scorso fine settimana nel corso di "Blue 2005", una conferenza scientifica mondiale sugli effetti fisio-patologici dell’apnea, che vuole far luce, con un approccio multidisciplinare, sulle problematiche degli sport subacquei. L’evento è stata l’occasione per presentare il Master Universitario di secondo livello in medicina subacquea e iperbarica, unico in Europa, organizzato dall’Ifc-Cnr e dalla Scuola Sant’Anna di Pisa, fortemente voluto dal professor Piergiorgio Data, pioniere della medicina subacquea, recentemente scomparso.Nell’Area della Ricerca di Pisa sono intervenuti anche grandi campioni dell’apnea, Umberto Pelizzari, Enzo Maiorca, il primatista mondiale Carlos Coste, che hanno offerto il loro fattivo contributo alla ricerca sottoponendosi agli esami clinici prima, durante e dopo i test di immersione.

 

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