Circa cento perquisizioni in tutta Italia, sequestrati otto impianti di trattamento e smaltimento finale di rifiuti. Sono i numeri della maxi operazione sul traffico illegale di rifiuti svolta dal Tribunale di Napoli che ha portato a 14 ordinanze di custodia cautelare. Immediata la reazione degli ambientalisti. Legambiente preannuncia la costituzione di parte civile nel processo e afferma: "L’operazione è ancora una volta la conferma di ciò che da anni denunciamo".

"Oggi la Campania – Enrico Fontana e Michele Buonomo, rispettivamente responsabile nazionale Ambiente e Legalita’ di Legambiente e presidente Legambiente Campania – ha affermato rappresenta il core business del traffico illegale dei rifiuti. Da anni la monezza rappresenta la nuova droga . O per essere piu’ esatti, il settore dove la criminalità ambientale con l’appoggio di colletti bianchi, e la complicità in alcuni casi della parte marcia delle forze dell’ordine, riesce a realizzare profitti cospicui, secondi solo al mercato degli stupefacenti. E dove sono carenti i controlli. In tre anni sono stati oltre 40mila i tir che hanno viaggiato indisturbati sulle strade del nostro paese trasportando mix micidiale per la salute dei cittadini e l’ambiente"

"Al momento- proseguono i responsabili di Legambiente – solo la tempestività e l’accuratezza delle indagini condotte dai Carabinieri e magistrati sembrano riuscire a trattenere la dilagante piaga del traffico illecito di rifiuti. La rifiuti S.p.A è una delle prime emergenze ambientali, sociali ed economiche del nostro paese e della Campania in particolare. Un’emergenza che sembra non interessare la politica e gli organi di controlli regionali e nazionali. Sono gravi soprattutto le responsabilità della politica nazionale: un’altra legislatura sta finendo e il nostro parlamento è latitante di fronte all’approvazione del delitto ambientale nel codice penale. E non ultimo- concludono i rappresentanti di Legambiente- un richiamo al senso di responsabilità alle associazioni industriali di categoria, nelle filiere più esposte ai traffici illeciti, e più in generale da parte di Confindustria di una effettiva "Operazione trasparenza" sui quantitativi e le tipologie di rifiuti prodotti, la loro destinazione ad attività di recupero, riciclaggio e/o smaltimento, al fine di garantire, per quanto possibile, un controllo preventivo di "filiera" che consenta di individuare e isolare i criminali dei rifiuti."

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