Il fondo per le vittime dei crack finanziari rischia di essere l’ennesima presa in giro. Lo afferma l’Adusbef, secondo cui "se il Governo e il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti volessero fare sul serio", potrebbero "presentare un emendamento domani alla legge di riforma del risparmio, calendarizzato al Senato, assieme al trasferimento delle competenze antitrust sulle banche, dalla Banca d’Italia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato".

Nel commentare la proposta del Ministro Tremonti – secondo cui i risparmiatori danneggiati potranno ricorrere dal 1 gennaio 2006 a un apposito fondo del ministero dell’Economia e delle Finanze, alimentato con valori, denaro e beni mobili depositati e giacenti da 10 anni presso banche e finanziarie -, Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, ha aggiunto che l’utilizzo dei "conti dormienti", che secondo una stima si aggirano tra i 12 e 15 miliardi di euro, era stato già previsto da un emendamento al ddl risparmio presentato dal deputato dei DS, Giorgio Benvenuto, che impegnava le banche a risarcire i risparmiatori per il 50% del valore nominale dei bond argentini con le somme presenti sui conti correnti di cui non fosse possibile rintracciare il proprietario entro cinque anni.

L’emendamento Benvenuto, ha concluso Lannutti, fu respinto nel febbraio 2005 con il parere contrario del Governo e del presidente della commissione attività Produttive Bruno Tabacci, che era contrario ad obbligare le banche a risarcire i risparmiatori truffati.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)