La Banca d’Italia non deve corrispondere eventuali rimborsi ai clienti ingiustamente penalizzati nell’ambito delle vicende dei crack finanziari, del collocamento dei titoli argentini o per l’anatocismo. Lo afferma l’Istituto stesso che invita poi le associazioni dei consumatori e i risparmiatori a rivolgere le loro richieste agli istituti di credito, sollecitati più volte – afferma la nota di Bankitalia – "a venire incontro ai risparmiatori per le perdite da questi subite nei casi in cui, anche solo sulla base di riscontri interni, sorgano dubbi sull’adeguatezza dell’assistenza prestata al momento dell’investimento".

Nell’esercizio delle funzioni di vigilanza, "la Banca d’Italia non può entrare nel merito delle controversie tra banche e clienti, la tutela dei cui diritti soggettivi spetta in via esclusiva all’autorità giudiziaria". E, aggiunge l’Istituto, "é rimessa alle scelte imprenditoriali delle singole banche la decisione circa la posizione da assumere in sede processuale a fronte di pretese restitutorie avanzate dalla clientela".

Questo chiarimento da parte di Bankitalia arriva in seguito alle numerose "iniziative di associazioni di consumatori volte a mettere a disposizione del pubblico schemi di lettere, da spedire alle banche, contenenti richieste di restituzione di denaro a vario titolo. Negli schemi di lettere, indirizzate anche alla Banca d’Italia, si "invita e diffida" quest’ultima "ad attivarsi e vigilare" affinché le banche "restituiscano il dovuto senza costringere l’utente a rivolgersi alla magistratura"".

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