La Commissione europea ha pubblicato uno studio, realizzato da consulenti indipendenti, sui mercati dei servizi giuridici legati alla vendita dei beni immobiliari e al trasferimento di proprietà immobiliare nell’Unione Europea. Questo studio, fatto sui dati di 21 Stati membri, ha permesso di constatare che i consumatori beneficiano di una scelta più vasta e che i servizi interessati sono globalmente meno onerosi sui mercati deregolamentati, di equivalente qualità.

Si stimano, nel dominio dell’immobiliare, cifre del valore di 1800 miliardi di euro (cioè il 16% del Pil dell’UE a 27) e il mercato dei servizi di trasferimento di proprietà immobiliare ha un volume di 17 miliardi di euro per anno; una deregolamentazione permetterebbe dunque ai consumatori di risparmiare milioni di euro ogni anno.

Il rapporto ha analizzato l’incidenza della regolamentazione professionale sull’efficacia e il funzionamento del mercato dei servizi di trasferimento di proprietà immobiliare. Questi servizi includono, per esempio, le ricerche precedenti alla firma di un contratto, la redazione dell’atto di trasferimento, la certificazione della firma e la registrazione dell’atto al catasto. Questo mercato interessa direttamente i consumatori ed ha una grande importanza sul piano economico.

"La maggior parte degli europei – ha dichiarato Neelie Kroes, Commissario alla concorrenza – comprano o vendono, nel corso della loro vita, un bene immobiliare o fondiario e devono accollarsi delle spese. Il rapporto in questione apporta la prova economica che i mercati troppo regolamentati non sono più favorevoli ai consumatori per quanto riguarda le spese e la scelta dei servizi giuridici".

Secondo Charlie McCreevy, membro della Commissione responsabile del mercato interno e dei servizi, "il rapporto non riserva sorprese particolari e indica chiaramente i mercati sui quali i consumatori beneficiano di una scelta più vasta e di spese meno elevate".

La Commissione europea esorta gli Stati membri ad esaminare i risultati dello studio, a valutare e modificare le disposizioni nazionali che limitano la concorrenza e la libera circolazione dei servizi nel mercato unico invece di proteggere gli interessi dei consumatori.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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