Confconsumatori ha ottenuto dal Tribunale di Parma la dichiarazione di nullità del contratto di vendita di obbligazioni Carrier1, stipulato da un associato presso la propria abitazione con Area Banca s.p.a., poi incorporata in Banca Bipielle Network s.p.a.. La banca convenuta non aveva, spiega l’associazione, più in particolare, indicato espressamente sul contratto la facoltà di recesso, ai sensi dell’art. 30, comma 7, del Testo Unico Finanziario (TUF), necessaria indicazione nell’ipotesi di contratti di investimento stipulati fuori dai locali della banca. E secondo tale norma, "l’omessa indicazione della facoltà di recesso nei moduli e formulari comporta la nullità dei relativi contratti che può essere fatta valere solo dal cliente".

L’investitore ha sette giorni, si legge dalla nota, decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto "fuori sede", per poter esercitare il diritto di recesso senza spese né corrispettivo al promotore finanziario e tale termine deve essere espressamente indicato sui moduli e formulari consegnati all’investitore.

"Confconsumatori ha tuttora in corso numerosissime cause a Parma, Milano e Bologna contro la Banca Bipielle Network per la vendita di titoli Carrier Viatel ed Exodus" dichiara l’avv.Giovanni Franchi, responsabile della Consulta dei legali Confconsumatori, "ma la pronuncia in questione segna in materia un’ importante vittoria dell’associazione e un precedente fondamentale per la difesa del diritto alla trasparenza e all’informazione bancaria".

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