Argentina, Cirio, Parmalat: i crack finanziari stanno segnando un’epoca nel rapporto fra banche e risparmiatori. A sostenerlo è il segretario generale Adicosum Paolo Landi, durante un convegno questa mattina a Roma. "Le vittime dei recenti crack sono circa 800.000 – spiega Landi – , ma quelli che hanno avuto risarcimenti sono solamente 24.000, risarcimenti arrivati grazie alle procedure conciliative con le poche banche che hanno accettato questo metodo".
Se inizialmente ci si aspettava una vasta quantità di ricorsi ai tribunali da parte dei cittadini ingannati, nella realtà così non è stato e questo perchè "l’accesso giustizia è costoso, i tempi lunghi e gli onorari degli avvocati alti – spiega Landi -. Pochi cittadini si sono rivolti magistratura. Al tribunale di Milano ci sono stati circa 35 casi, a Roma poco più di 20".

Ma se il ricorso alla legge è stato ancora una volta "più teorico che reale", le poche sentenze che ne sono scaturite contengono comunque interessanti innovazioni da non sottovalutare. I giudici stanno fissando infatti una precisa responsabilità degli intermediari finanziari. Ogni qual volta che è stata dimostrata la buona fede riposta dai risparmiatori nelle banche (cioè in tutti quei casi che non hanno a che fare con le speculazioni di borsa) la giustizia ha riconosciuto il diritto al risarcimento. Per questo motivo, spiega ancora Landi, "vogliamo incoraggiare i cittadini che hanno visto bruciare i propri risparmi per colpa dei cattivi consigli delle banche a rivolgersi alle associazioni e ad esporre denuncia".

Risultati significativi, certo, ma secondo l’Adiconsum, la normativa è ancora troppo lacunosa per essere un serio strumento di tutela del cittadino. Ad esempio in Italia non esiste ancora la famosa "class action", potente strumento che permette di estendere le singole sentenze a tutti i soggetti che si trovano in condizioni simili, senza che ciascuno debba intraprendere l’iter dei tribunali. "Abbiamo fatto una grande azione per fare approvare la class action – spiega ancora Landi -, ma attualmente è ancora ferma al Senato, sottoposta al boicottaggio delle lobby".
"E’ certo comunque che un passo avanti è stato fatto con il nuovo Codice dei Consumatori", sostiene a sua volta Daniela Primicerio, presidente del CNCU, arrivata al convengo per presentare il "Manuale di diritto dei consumatori".

"Questo manuale è stato fatto in occasione del nuovo Codice de Consumatori con il quale si è arrivati finalmente ad una norma a tutto tondo che ha riunito e semplificato le diverse regole sui diritti dei cittadini che fino ad oggi erano sparse un po’ per tutto il Codice".
"Si tratta di un passo in avanti molto importante – conclude Primicerio – perchè per la prima volta è stata riconosciuta alla figura del consumatore una dignità tale da riservargli un Codice a se stante".

 

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