"Un provvedimento iniquo, che solleva evidenti dubbi di costituzionalità". È questo il giudizio dell’Associazione bancaria italiana sulla norma approvata ieri in Senato nel ddl risparmio, per il trasferimento allo Stato del capitale della Banca d’Italia. "Ferma restando la priorità assoluta di salvaguardare l’indipendenza della Banca d’Italia", dunque, l’associazione bancaria ribadisce che "i reali valori delle quote detenute dalle banche sono decisamente più alti di quelli indicati nel provvedimento, in contrasto con il giusto indennizzo che la Costituzione prevede negli articoli che disciplinano la natura della proprietà privata ed il suo esproprio. Quindi, se il provvedimento varato in Senato fosse confermato dall’altro ramo del Parlamento sarebbe in contrasto con il dettato costituzionale".

Pur continuando a ritenere "importante e urgente" l’approvazione del ddl risparmio, l’Abi ribadisce che questa "non può avvenire sottraendo alle banche le quote di capitale della Banca d’Italia detenute, sulla base di cifre stabilite in maniera poco ragionevole rispetto ai reali valori desumibili dal bilancio della stessa banca centrale". L’Abi ribadisce infine che "un provvedimento di tale importanza ed entità necessita di un dibattito più approfondito e sereno che non potrà mancare quando il provvedimento approderà alla Camera".

 

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