Il Senato ha discusso oggi il decreto legge sul Risparmio. La vigilanza sulla concorrenza bancaria resterà a Bankitalia. E’ stato respinto infatti, l’emendamento che trasferiva all’Antitrust i poteri di vigilanza di Bankitalia. Il Senato ha dato inoltre il via libera all’emendamento del governo al disegno di legge sul risparmio sulla riforma di Bankitalia che prevede il mandato a termine (di sette anni) per il governatore e il passaggio delle quote di controllo dell’istituto dalle banche allo stato e ad altri enti pubblici.

Immediata la replica dell’Intesaconsumatori che critica duramente il voto del Senato e la conferma alla Banca d’Italia della funzione di vigilanza sulla concorrenza nel settore bancario.
"Con questo provvedimento la riforma del risparmio si traduce in una sorta di "truffa" a danno dei cittadini italiani – si legge in una nota di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – La vigilanza a Bankitalia non rispetta le richieste fatte da oltre 1 milione di risparmiatori e fa diventare la riforma una legge "salva-Fazio".

"E’ l’ennesima vergogna di un Governo – aggiungono le 4 associazioni – che non sente la necessità di cacciare il Governatore, che al contrario esce rafforzato dal voto odierno".
Negli Stati Uniti – afferma l’Intesaconsumatori – gli autori dei crac finanziari sono condannati a 25 anni di carcere; invece "da noi i bancarottieri potrebbero, grazie a questa norma, aprire anche un ordine professionale, visto che i loro comportamenti sono molto blandamente sanzionati. Al contrario, non capiamo le autorità di vigilanza cosa dovrebbero fare"

L’Intesa conclude poi affermando di essere in attesa che ci si ricordi che la legge sul risparmio "doveva stabilire i cardini di una maggiore trasparenza e garanzia per i risparmiatori. Di questo, che era il nocciolo della questione, non c’è più traccia. Resta invece la difesa degli scalatori senza soldi".

Anche il Movimento Consumatori sottolinea come sia del tutto insoddisfacente la mancata ridistribuzione delle competenze attribuite alla Banca centrale.
"Se la previsione del mandato a termine del Governatore della Banca d’Italia è certamente da salutare con favore, anche se non può incidere sulla situazione attuale e determinare le dimissioni di Fazio, – dice Lorenzo Miozzi, presidente MC – è del tutto insoddisfacente la mancata ridistribuzione delle competenze attribuite alla banca centrale, ed in particolare il mancato trasferimento delle competenza in materia di concorrenza bancaria all’Autorità Antitrust. Proprio i costi dei servizi bancari, superiori in Italia rispetto a tutto il resto d’Europa, sono il chiaro segnale di una concorrenza ridotta ed incapace a salvaguardare gli interessi degli utenti bancari".


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