"Dopo l’annus horribilis dei crac finanziari, sono arrivati dodici mesi di sforzi senza pari per la Consob, tra le vicende Antonveneta, Bnl e Rcs". Così il presidente dell’Authority, Lamberto Cardia, ha aperto l’attesa relazione annuale al mercato, alla presenza del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e di oltre 400 esponenti della politica, delle istituzioni, della finanza.

L’attività di vigilanza ha subito una "intensificazione straordinaria" a partire dalla rivelazione dei principali casi di crisi, Cirio e Parmalat. Il pressing della Commissione, una repressione che sembra aver dato i suoi frutti anche sul fronte della prevenzione, si è composto poi di iniziative di vigilanza " che non hanno precedenti nella storia della Consob per numero di soggetti coinvolti e sanzioni comminate". L’impegno profuso "é anche testimoniato dall’entità degli interventi sinora svolti, che nella sola vicenda Antonveneta hanno di molto superato il numero di 100".

La maggiore attività di vigilanza svolta da Consob si è riflessa anche in un incremento degli esposti dei risparmiatori ricevuti dalla Commissione in materia di prestazione di servizi di investimento che sono passati da 3.177 a 5.383 unità. Un dato, spiega Consob, che "indica un netto incremento del tasso di conflittualità e di contenzioso fra clienti e intermediari, spesso relativo a un numero circoscritto di casi sui quali la Commissione ha poi condotto attività di indagine".

Sotto la lente sono finiti in particolare, dopo i casi Parmalat e Cirio, le vendite ai clienti delle obbligazioni corporate con accertamenti ispettivi presso 2 banche e 1 Sgr dopo che nel 2003 erano state avviate 6 ispezioni presso gruppi bancari e per 4 intermediari era stato richiesto a Banca d’Italia di effettuare accertamenti. Negli ultimi due anni, spiega Consob "sono stati dunque sottoposti ad accertamenti ispettivi per la vendita di obbligazioni corporate praticamente tutti i principali gruppi italiani, rappresentanti in complesso il 67% del totale dei titoli in deposito e delle gestioni individuali del sistema bancario".

Forte balzo poi per l’entità delle sanzioni proposte nei confronti degli intermediari, perlopiù banche, a seguito degli scandali Cirio, Argentina e Banca121 che hanno colpito duramente il risparmio. L’importo è passato da 2,4 a 14,25 milioni di euro (quella a carico degli istituti di credito sono pari a 14,08 milioni) ed è destinato comunque a crescere vista la nuova disciplina sanzionatoria contenuta nella riforma varata a maggio di quest’anno che prevede non più tabelle predefinite, ma una sanzione comminata direttamente da Consob e proporzionata al valore dell’illecito realizzato.

Le sanzioni, destinate a diventare più pesanti con la nuova normativa, hanno già subito nel 2004 una crescita esponenziale a oltre 14 milioni di euro dai 2,4 dell’anno precedente. Con l’atteso recepimento della direttiva sugli abusi di mercato è stata data, per Cardia, "una prima consistente risposta alle esigenze di potenziamento degli strumenti di vigilanza e dei poteri della Consob". Che, tra le altre cose, dedica non poche risorse alla gestione dei contenziosi, con un tasso di impugnazione dei decreti sanzionatori "che ha sfiorato in recenti vicende di crisi il 100%".

La gestione Cardia ha spinto sull’attività di vigilanza societaria nel 2004, attività che dopo la riforma varata quest’anno potrà contare su armi ancora più efficaci, specialmente sul fronte sanzionatorio, che pure nel 2004 ha già visto un’impennata senza precedenti con un valore passato dai 2,4 milioni del 2003 ai 14,25 del 31 dicembre scorso.

Lo scorso anno, si legge nella relazione annuale della Consob, la Commissione è intervenuta così con 124 richieste formali di pubblicazione dati e notizie alle società contro le 75 dell’anno precedente impugnando inoltre per 4 volte i bilanci. In particolare, mentre è scesa da 500 a 120 l’esigenza di richiesta di dati e notizie agli esponenti aziendali (nel 2003 il dato era stato influenzato dai casi Cirio, Parmalat e Giacomelli), sono salite le richieste di informazioni da fornire al mercato, ovvero l’emissione di comunicati stampa che la Consob ha richiesto alle società. Nel 2004 tali richieste sono così ammontate a 82 contro i 46 dell’anno precedente.

Per quanto riguarda l’attività "classica" di vigilanza sui mercati, nel 2004 la Commissione ha trasmesso alla magistratura 19 relazioni, di cui 11 ipotizzavano l’esistenza di un illecito, contro le 26 dell’anno precedente. In 4 casi è stato configurato l’abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e in 7 l’aggiotaggio.


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