E’ stato presentato questa mattina a Roma il Primo Rapporto Provinciale sull’Immigrazione, l’indagine che illustra la situazione della popolazione immigrata presente sul territorio provinciale nell’ambito dell’inserimento lavorativo, della famiglia, dell’abitazione e dello studio. L’indagine, curata dal Dipartimento di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e Dermatologia Tropicale del San Gallicano, è un’iniziativa voluta dall’assessorato provinciale alle Politiche Sociali di Roma, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e Politiche Sociali del CNR e con il Dipartimento di Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza.

Secondo il Rapporto, la Provincia di Roma si può definire come la capitale nazionale dell’immigrazione sia per il numero di domande di permesso di soggiorno presentate dagli stranieri (307 mila al primo gennaio 2005), sia per il numero delle concessioni rilasciate (oltre il 15% del totale nazionale).

Dallo studio è emerso che il motivo principale dell’immigrazione continua ad essere il lavoro (64% dei permessi), seguito dalle ragioni familiari (15,7%) e dai motivi religiosi (14,5%). La comunità straniera più numerosa a Roma è quella rumena (20,5% sul totale), seguita dalla filippina (23 mila) e da quella polacca (17 mila).

In particolare, nella provincia di Roma, i titolari d’impresa di origine straniera sono 9.846, il che "avvalora la tesi per cui l’immigrazione và intesa come una risorsa per la crescita del Paese nel suo complesso, da sfruttare e valorizzare", come ha dichiarato il presidente della provincia, Enrico Gasbarra, nella conferenza stampa di presentazione del rapporto.

L’indagine, inoltre, ha registrato la presenza particolarmente significativa della componente femminile tra gli immigrati rispetto al resto dell’Italia. Alta, infatti, è la richiesta da parte delle famiglie del territorio provinciale delle cosiddette "badanti", che hanno il compito di assistere, curare e far compagnia ai componenti più deboli, in particolare gli anziani.

L’assessore alle politiche Sociali Claudio Cecchini ha presentato le iniziative che vedono impegnata la provincia di Roma sul fronte dell’immigrazione. I 9 CSI, Centri Servizi Immigrati, per esempio, che si pongono gli obiettivi di integrazione e promozione dei diritti di cittadinanza della popolazione immigrata. Qui, gli stranieri vengono accolti da mediatori culturali, specialisti in grado di aiutarli concretamente ad orientarsi nella rete dei servizi provinciali. Spesso le strutture sono collocate presso i centri d’impiego, perché come ha dichiarato Cecchini "l’inserimento lavorativo rimane la chiave per l’integrazione degli immigrati nella comunità di arrivo".


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