"Le strade italiane sono tecnicamente carenti, giuridicamente illegittime, socialmente pericolose". Questo è stato il concetto più volte ribadito dai numerosi partecipanti ai lavori degli "Stati Generali per la sicurezza stradale in Italia – Sicuri su strade sicure – Un programma di Governo per la sicurezza stradale", inaugurati ieri e continuati oggi, nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.

Il gran numero di persone che perdono la vita, circa 800mila – coma ha dichiarato Tamara Haegi, Vicepresidente di FISICO, Fondazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione che con la Fondazione Luigi Guccione Onlus ha promosso la due giorni – o subiscono lesioni più o meno gravi, in seguito ad incidenti stradali costituiscono la prova che, in termini di costi umani e sociali, ci troviamo di fronte ad una "emergenza" certamente non più trascurabile.

Oltre a provocare un grande dolore umano, le morti e le gravi conseguenze permanenti derivate dalle stragi sulle strade, hanno un forte impatto economico e sociale sul sistema sociale nazionale determinando dei veri e propri costi per lo Stato. Questi sono misurabili sia in termini di perdita di forza lavoro (costi diretti) sia in perdita di qualità della vita per gli invalidi e le loro famiglie, maggiori spese sanitarie – legate all’assistenza e alla riabilitazione – nonché spese giudiziarie (costi indiretti). Essi gravano sul PIL nazionale del 2,7% .

Analizzando le cause alla base di un incidente, è stato rilevato che esse sono riconducibili per il 96% a un comportamento scorretto del conducente, cosiddetto fattore umano, per il 2,28% allo stato delle infrastrutture e per lo 0,4% a difetti o avaria del veicolo (dati ACI 2005). E’ del tutto evidente quindi che le problematiche legate alla sicurezza stradale, pur nella molteplicità dei fattori implicati e degli organismi ed enti interessati ad azioni preventive e correttive, costituiscono certamente un aspetto primario per l’intervento dello Stato, principale responsabile delle azioni di controllo, primo soccorso, ricerca ed educazione stradale.

Nel corso della giornata, inoltre, sono stati presentati un libro bianco ed un dizionario sulla sicurezza stradale. L’esigenza di un Libro Bianco in materia – ha precisato Gabriella Gherardi, Presidente dell’Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza – scaturisce dalla diffusa percezione della indifferenza delle istituzioni ed in particolare del Governo sulle tematiche della sicurezza delle strade.

Il libro, che si prefigge di sensibilizzare la società civile, è diretto – continua Gherardi – alle istituzioni nazionali e locali, agli imprenditori e ai professionisti del settore e a tutte le presone che passano larga parte della loro vita viaggiando sulle strade, esponendosi a gravi rischi. Affrontando il "cuore tecnico" della discussione, ossia "la strada intesa nel suo esercizio" la Gherardi ha sottolineato l’esigenza della creazione di una agenzia "ad hoc" sulla sicurezza stradale, la necessità di un coordinamento normativo tra le diverse norme in materia stradale che attualizzi il vecchio Codice della Strada più volte rimaneggiato e l’adozione di una Carta dei Servizi da parte di tutti i gestori delle strade pubbliche.

 

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