"La tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini richiede l’attivazione di tutte le possibili sinergie per rendere più efficace l’azione di controllo del territorio e di pianificazione degli interventi". Lo ha dichiarato Michele Losappio, assessore all’Ecologia della Regione Puglia, annunciando la sigla di un nuovo accordo per la mappatura aerea dei siti inquinati da amianto, stipulato con l’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr di Roma.

Sarà possibile scovare l’amianto ‘nascosto’ grazie alle immagini acquisite con il sensore iperspettrale Mivis (Multispectral Infrared and Visibile Imaging Spectrometer) di proprietà del Cnr-Progetto Lara, installato a bordo di una piattaforma aerea. Il progetto Lara (Laboratorio Aereo Ricerche Ambientali) ha infatti concluso l’attività di monitoraggio e telerilevamento di tutte le regioni del Sud Italia, che permetterà di individuare le aree a rischio ambientale, nell’ambito delle azioni di lotta alla criminalità ambientale del Pon Sicurezza (Programma Operativo Nazionale – Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia).

"L’intera Puglia", dice Bruno Commini, coordinatore Cnr-Pon Sicurezza, "è stata sorvolata ad una altezza di quota pari a 2500 metri, con una risoluzione delle immagini equivalenti a cinque metri dal suolo. Grazie all’analisi di questi dati e al confronto con quelli catastali a disposizione della regione, sarà possibile individuare la presenza dell’amianto sia in ambiente naturale (abbandoni) sia in costruzioni (impianti industriali attivi o dismessi, edifici pubblici e privati, etc.), evidenziando quelli che producendo fibre aerodisperse, necessitano di interventi urgenti di messa in sicurezza o bonifica".

Ma la collaborazione non finisce qui. "Siamo in grado di offrire alla regione un ulteriore valore aggiunto sempre utilizzando le tecniche Mivis", informa Ivo Allegrini, direttore dell’Iia-Cnr. "Sono in corso infatti una serie di voli per ri-fotografare, a distanza di un anno, la zona alluvionata delle Murge; le nuove immagini, confrontate con le precedenti, potranno darci informazioni sui meccanismi degli effetti devastanti di una precipitazione intensa e quindi fornire elementi per attenuare le conseguenze e per dare un supporto concreto alle attività di protezione civile".

 

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