In Italia – secondo dati Istat del 2003 – oltre sette milioni di persone vivono ai limiti della sussistenza. In questi ultimi due anni e poco più, le cose non sono davvero migliorate.
"Campare" con pochi soldi non significa solo avere problemi a pagare le bollette e l’affitto, comprare da mangiare. Per molti anche curarsi è un lusso, specie quando si tratta di medicinali non rimborsabili dal nostro Servizio Sanitario Nazionale. Ed è proprio a questo popolo "sommerso", che l’associazione "Banco Farmaceutico Onlus" in collaborazione con la Federazione Impresa sociale-Compagnia delle opere e la Lombarda (associazione di titolari di farmacia di Milano, Lodi e provincia) ha indetto, da alcuni anni, una giornata nazionale di raccolta per i più bisognosi.

Per aderire all’iniziativa, "Dona un farmaco a chi ne ha bisogno" – arrivata alla VI edizione – basta andare, sabato 11 febbraio, in una delle duemila farmacie che aderiscono alla giornata e acquistare uno dei numerosi medicinale da banco (si tratta di farmaci per i quali non è richiesta ricetta medica, quali antipiretici, antinfiammatori, antidolorifici, antinfluenzali, disinfettanti, fermenti lattici e altri ancora…). Le persone che ne gioveranno saranno oltre 250mila, ovvero tutte quelle seguite dagli 800 enti assistenziali convenzionati con il Banco Alimentare. Strutture dislocate in tutto il territori italiano, come l’Opera San Francesco e l’Opera Malati Poveri San Fedele, il Gruppo Abele, San Patriginano, la Caritas, il Poliambulatorio Irnerio Biavati di Bologna, l’Ambulatorio Pronta Accoglienza di Novara e l’Ambulatorio Medico della "parrocchia Cattedrale di Bari".

Lo scorso anno furono raccolti duecentomila farmaci per un controvalore di circa 1.200.000 euro: più del 50 per cento delle persone che quel giorno mise piede in una farmacia fece una donazione. Un "primato" che gli organizzatori sperano di battere sabato prossimo.
(www.bancofarmaceutico.org )

Positivo il commento all’iniziativa del Movimento Consumatori ma è necessario "avere per tutti meno beneficenza e più diritti". "Se i farmaci costassero meno, infatti – afferma Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci e Salute del Movimento Consumatori – sarebbe più facile per le fasce di soggetti bisognosi accedere alle cure. Pertanto, invitiamo ancora una volta le industrie e il ministero della Salute a prendere provvedimenti perché si avviino meccanismi virtuosi per il contenimento del prezzo di tutti i farmaci. Non solo di quelli di automedicazione ma di tutti i farmaci a pagamento".

I 1500 farmaci di automedicazione, sottolinea infatti il Movimento, "costituiscono il 10% della spesa dei farmaci a pagamento, e su questi si sta giocando una vera battaglia politica, mentre il restante 90%, quello che grava davvero sulle tasche dei cittadini ammalati, è costituito da farmaci con obbligo di ricetta medica (circa 11.000 farmaci) per i quali non si possono fare sconti, né si prevede a tutt’oggi alcun provvedimento davvero efficace". Il problema della "equità delle cure è davvero grave e pressante conclude Miracapillo è necessario quindi che si avvii un tavolo di confronto intorno al quale si siedano tutte le componenti della filiera per consentire un aumento della concorrenza, ma soprattutto per assicurare che il meccanismo della formazione del prezzo sia corretto fin dall’origine".

 

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