Un italiano su quattro, di più le donne, in maggioranza chi ha un titolo di studio alto, preferisce convivere per tutta la vita con una malattia cronica, dal diabete all’ipertensione, piuttosto che sperare in una guarigione definitiva che richieda una terapia pesante e altrettanto pesanti sacrifici come calare di peso, smettere di fumare, fare sport e inseguire disperatamente la carriera. E’ il risultato di uno studio presentato al Forum Nazionale di Medicina Interna presieduto dal professor Ettore Malacco.

Meglio farmaci ad oltranza, per tutta l’esistenza che rivoluzionare gli stili di vita perdendo abitudini a cui si è affezionati. Sembra essere questo il trend che emerge dallo studio illustrato all’ultima giornata del congresso a Villa Erba, a Cernobbio dal professor Mario Abis, docente alla IULM di Milano e amministratore dell’istituto di ricerca Makno. In testa alle malattie che si accettano purché non vengano imposti sacrifici c’è il diabete, poi la pressione alta seguita dall’asma.

Secondo i dati illustrati al congresso gli italiani pongono al primo posto la salute per la quale sono disposti a spendere qualunque somma. Al secondo la sicurezza ed al terzo l’ambiente. Gli italiani accettano anche compromessi su sicurezza ed ambiente ma non sulla salute. "Dalla nostra indagine – dice Abis – emerge un italiano che non vuole affrontare cambiamenti di stili di vita, assolutamente non accetta l’idea di fare un sacrificio che comporti un mutamento della abitudini. Se dal medico ha l’assicurazione che la sua malattia può essere tenuta sotto controllo, e cioè non peggiora, con una terapia che richiede l’assunzione di farmaci per tutta vita, accetta questa situazione. Invece non si fa convincere dal medico che gli propone per la guarigione terapie pesanti ma soprattutto tanti sacrifici nella quotidianità."

I dati dell’indagine presentata al congresso dicono che due donne su cinque in Italia seguono la filosofia della cronicità piuttosto che del sacrificio. In testa sono le insegnanti. Per quanto riguarda il titolo di studio il concetto "meglio una malattia cronica che sacrificio delle abitudini" in testa sono le persone con un livello di istruzione più alto, uno su tre. "I dati dell’indagine presentati da Abis – commenta Ettore Malacco che del Forum è il presidente – dimostra che c’è ancora molto da fare per convincere gli italiani a adottare stili di vita corretti. Purtroppo c’è gente che preferisce convivere tutta la vita con l’asma piuttosto che smettere di fumare. E anche vivere fra cento e duecento, cioè i limiti della pressione alta piuttosto che dimagrire. C’è ancora molto da fare e questo è un compito del Forum che ha avviato un viaggio intorno all’uomo".

Nella giornata conclusiva del congresso gli esperti si sono soffermati anche su problemi più angoscianti della società di oggi, e cioè il diabete che ormai viene definito la malattia del benessere. Cresce il numero dei diabetici e, il dato non può non preoccupare, aumenta fra i giovani a dimostrazione di uno stile di vita che segue le mode e non le giuste regole della salute. Non poteva mancare in un vertice che a 360 gradi ha spaziato nel mondo della salute, pur nei limiti delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, una riflessione corale sullo stato della Sanità in Italia e sulle condizioni,è il caso di dirlo di salute del Sistema Sanitario Nazionale. E’ stato fatto un grande giro d’orizzonte puntualizzando soprattutto l’attenzione su un elemento che può essere considerato fuorviante e cioè che la Sanità deve far guadagnare chi la eroga. In parte è vero ma il business non è l’elemento precipuo. Una buona prevenzione una altrettanto buona cura, preceduta da una indovinata diagnosi e seguita da una razionale riabilitazione fa certamente risparmiare più di quanto si vuol risparmiare elemosinando i fondi.

Il dibattito al Forum sul SSN non poteva non incentrarsi sul ruolo del territorio sul quale insiste la struttura ospedaliera che va ridisegnata e aggiornata con i tempi. Sono progetti nati dall’esperienza dei tanti medici che hanno preso parte al Forum e che saranno maggiormente sviluppati durante l’anno. Terminati i lavori gli esperti hanno preso parte ad una eccezionale iniziativa e cioè il controllo, in modo gratuito della pressione arteriosa della popolazione di Como e dintorni. L’iniziativa che ha avuto largo successo è stata promossa da Comocuore e dal Forum di Medicina Interna. Dopo la misurazione della pressione gli abitanti di Como hanno preso parte ad una conferenza dibattito di informazione sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Gli esperti erano coordinati dal professor Ettore Malacco e dal dottor Giovanni Ferrari presidente di Comocuore.

 

 

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