Nonostante le donne considerino la salute una priorità, soltanto 1 su 3 e’ attenta alla prevenzione, per motivi economici o per paura di avere brutte sorprese . E’ quanto e’ emerso dall’indagine dell’Eurisko sulla cultura della salute nelle donne, condotta su un campione rappresentativo di 800 donne da 18 a 64 anni. L’inchiesta e’ stata presentata in occasione della nascita di ONDa, l’Osservatorio nazionale nato per incentivare la ricerca sulle principali malattie che colpiscono le donne, fondato da Francesca Merzagora, dall’oncologo Alberto Costa, direttore della divisione di Senologia della Fondazione Maugeri di Pavia, e dal bioeticista Gilberto Corbellini, dell’universita’ di Roma La Sapienza.

”Il nostro obiettivo prioritario – ha detto Francesca Merzagora – e’ promuovere la diffusione delle informazioni medico scientifiche e il ruolo sociale della donna nella valorizzazione della ricerca e nella scienza. Ancora oggi l’universo femminile e’ enormemente penalizzato: pochi studi clinici vedono protagoniste le donne e la stragrande maggioranza dei farmaci e’ testata su una popolazione maschile”. Per la salute delle donne, quindi, c’è molto da fare sia sul fronte della ricerca sia su quello della prevenzione. Quest’ultima, in particolare, e’ attualmente solo un buon proposito per tante donne, soprattutto per malattie considerate a torto appannaggio maschile, come infarto e ictus, e che invece sono tra le principali cause di morte nelle donne.

La scarsa prevenzione al femminile, si rileva nell’indagine dell’Eurisko, ha motivazioni economiche in almeno il 20% dei casi: 1 donna su 5, infatti, non si sottopone a controlli periodici perché troppo costosi. In molto altri casi e’ la paura a far evitare controlli importanti, come quelli per la prevenzione dei tumori o delle malattie sessualmente trasmesse. Oltre la meta’ delle donne (52%), infatti, non si sottopone nemmeno agli screening oncologici e quasi 7 su 10 evitano i controlli consigliati. Donne poco attente anche alla salute del cuore (36%) e 8 su 10 non fanno esami di controllo per le malattie a trasmissione sessuale. Nel 30% dei casi, oltre ai costi, le donne temono di dover affrontare qualcosa di spiacevole. Dall’indagine risulta che, in generale, le donne italiane stanno bene: 6 su 10 sono in buona salute, il 52% si ritiene in forma e in generale in linea con le aspettative (68%). Ritengono inoltre che la propria condizione non sia frutto della fortuna (16%) o della costituzione (20%), ma soprattutto dei comportamenti (32%).

Chi fa prevenzione (31%) sono le più giovani (fra 18 e 34 anni), il 25% si cura solo in caso di malattie e il 7% non fa nulla in particolare. ”Sembra quasi – ha osservato Merzagora – che le donne si sentano immuni dalle malattie, rischiando cosi’ di perdere tempo prezioso di fronte a patologie come il tumore del seno, il tumore del collo dell’utero o le malattie cardiovascolari, dove la prevenzione e’ fondamentale”. Anche per questo l’osservatorio ONDa prevede cicli di conferenze su queste malattie allo scopo di sensibilizzare la popolazione. L’Osservatorio intende inoltre realizzare un centro di documentazione per raccogliere i principali studi nazionali e internazionali sulla salute della donna.

 

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