Sono le donne in gravidanza e i ragazzi più giovani i soggetti su cui intende lavorare il Ministero della Salute nella lotta contro il fumo. In particolare il ministro della Salute Livia Turco, intervenuta oggi all’Istituto nazionale di sanità (Iss), in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, ha indicato come traguardo quello di far smettere il 90% delle donne in gravidanza. "Lavorare sulla prevenzione è fondamentale – ha detto il ministro – soprattutto coinvolgendo i cittadini, che non solo hanno il diritto ma anche il dovere di non ammalarsi, diventando dunque protagonisti della propria salute. Ci sono in particolare due progetti in corso cui tengo molto: il primo riguarda la lotta contro il fumo tra i più giovani, su cui la legge Sirchia ha inciso di meno; e l’altro, le donne in gravidanza. Figure fondamentali a tale proposito possono essere l’ostetrica e il ginecologo, che non solo devono sostenere le donne facendo capire loro i danni che può provocare il fumo sul bambino, ma anche aiutandole a non ricominciare subito dopo la gravidanza".

Il ministro della Salute ha poi sottolineato l’importanza di incrementare le risorse destinate alla prevenzione e di spendere anche quelle finora assegnate, non sempre utilizzate pienamente da tutte le Regioni. "E’ necessario che la politica di prevenzione abbia una svolta radicale – ha continuato il ministro – diventando uno dei primi obiettivi. Per far questo è necessario lavorare insieme alle Regioni e ai Comuni, che sono i soggetti più vicini ai cittadini e senza i quali non è possibile governare la sanità. Nel nostro Paese vengono stanziate per la prevenzione il 5% dei fondi della sanità, che sono inferiori rispetto a quelli spesi mediamente in Europa, pari a circa il 7-10%, ma che tuttavia non sempre vengono utilizzare da tutte le Regioni. Per questo monitoreremo le attività regionali, potenziando anche dei programmi di salute e prevenzione intersettoriali tra i vari Ministeri".

Secondo il ministro infatti la salute deve diventare un parametro "per ogni Ministero, che deve considerare la salute come un investimento per tutti. Per esempio con il ministro della Pubblica Istruzione abbiamo già previsto delle iniziative congiunte per programmi di educazione sanitaria". Il ministro ha poi concluso ribadendo la propria intenzione di sostenere e incoraggiare tutti i professionisti che lavorano nel campo della sanità, "creando un contesto di lavoro in cui si sentano valorizzati e con leggi stabili".

 

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