Fumatori in calo di oltre 12 di oltre percentuali negli ultimi 25 anni. Lo rileva l’Istat che rende noti i risultati dell’indagine multiscopo "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" sui fumatori in Italia. Secondo l’istituto nel 1980 i fumatori erano oltre un terzo della popolazione di 14 anni e più (34,9%) con differenze di genere molto marcate: fumava oltre la metà degli uomini (54,3%), mentre tra le donne meno di una su cinque (16,7%) si dichiarava fumatrice.

"Tuttavia – osserva l’Istat – a fronte della diminuzione nel tempo della percentuale di fumatori, si registra un aumento delle disuguaglianze sociali nel consumo di tabacco, soprattutto a causa di una maggiore propensione a iniziare a fumare delle persone in condizioni socio-economiche meno favorevoli. Fra le donne l’aumento della forbice riguarda anche le disuguaglianze nello smettere di fumare, infatti cercano di smettere di fumare più frequentemente le donne con un titolo di studio più elevato".

Nel periodo dicembre 2004-marzo 2005 i fumatori in Italia sono 11 milioni e 221 mila, pari al 22,3% della popolazione di 14 anni e più. Sono il 28,5% dei maschi e il 16,6% delle femmine. In particolare, secondo l’istituto la percentuale più alta di fumatori si localizza nell’Italia centrale (24,3%), la più bassa al Sud (20,9%). L’età media in cui gli uomini cominciano a fumare è più bassa rispetto a quella delle donne (17,6 contro 19,5). I fumatori abituali (coloro che fumano tutti i giorni) sono l’89,7% del totale dei fumatori e il 20,3% della popolazione e consumano mediamente 14,8 sigarette al giorno. Il 37,1% dei fumatori abituali consuma invece 20 o più sigarette al giorno.

Il 21,9% dei fumatori ha dichiarato di aver tentato di smettere di fumare nei 12 mesi precedenti l’intervista. In particolare confrontando la quota registrata nel dicembre 2004 con quella di marzo 2005, tra i fumatori adulti (30-59 anni) si evidenzia un incremento di circa 4 punti percentuali (dal 19,7% al 23,6%).

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