"La situazione è preoccupante: anche dalle segnalazioni che riceviamo annualmente e che presenteremo il prossimo 10 novembre con l’annuale Rapporto Pit Salute, emerge un aumento della conflittualità tra medici e cittadini Nonostante gli strumenti a disposizione per prevenire l’errore, dal semplice lavaggio delle mani per evitare le infezioni all’autodenuncia da parte del medico che sbaglia, si continua a non utilizzarli": è quanto afferma Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, in relazione ai dati della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari. I dati evidenziano che da aprile 2009 a settembre 2011, alla Commissione sono arrivati 470 casi di presunti errori medici, quasi due al giorno, fra i quali 329 terminati con la morte del paziente. I casi più critici e numerosi di sospetta malasanità sono in Calabria, in Sicilia e nel Lazio, che insieme registrano oltre la metà dei casi segnalati.

Per il Tribunale per i diritti del malato, che denuncia le criticità legate al blocco del turn over, alla carenza del personale e ai piani di rientro, come pure la difficoltà di accesso alla giustizia, serve un unico Osservatorio nazionale. Spiega Moccia: "Apprezziamo il lavoro della Commissione che, insieme a quello di altri osservatori, ogni anno fa il punto sulla situazione degli errori sanitari nel nostro Paese, ma continuiamo a chiedere che sia istituito un Osservatorio nazionale che diventi fonte autorevole, unica e riconosciuta da tutti su un tema così importante per il servizio sanitario".


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