Meno bazar di prodotti di ogni tipo, no al serf-service del farmaco con espositori a portata di mano del cliente e più centro servizi per i cittadini: cambierà così la farmacia se verranno adottare le linee guida approvate dagli oltre 200 rappresentanti di categoria presenti dall’assemblea di Federfarma che riunisce 16.500 esercizi privati. L’impostazione delle linee guida é stata quella di dire "sì al ruolo professionale delle farmacie, no a quello commerciale".

PIU’ SERVIZI.
La farmacia, secondo l’indicazione arrivata dall’assemblea, ha l’ambizione di diventare un centro di riferimento per molti servizi per il cittadino. Alcuni esempi: prenotazioni degli esami, controllo degli effetti avversi con la farmacovigilanza, contributo negli screening di massa, supervisione sulle ricette e sul controllo dei dati. Su alcuni di questi i farmacisti chiederanno una retribuzione con la nuova convenzione.
MENO BAZAR.
"Vogliamo una tabella merceologica più in linea con le attività delle farmacie": ha spiegato Giorgio Siri, presidente di Federfarma. Una contrazione del mercato che rappresenta circa il 10% del fatturato totale delle farmacie ma che l’associazione è pronta a sacrificare per rivalutare il proprio ruolo. "Al ministero della salute – ha aggiunto Siri – chiediamo invece una distinzione più precisa fra farmaco e parafarmaco: su quest’ultimo non solleviamo nessuna richiesta di distribuzione esclusiva". Ma le linee guida dicono anche no agli espositori self-service dei farmaci: "non vanno offerti così perché non sono beni di consumo".


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