Le medicine non convenzionali, come l’omeopatia, non sono in contrasto con la medicina tradizionale e bisogna garantire la libertà di scelta ai cittadini. Il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (Fnomceo), Giuseppe del Barone, ribadisce così la posizione dell’Ordine in seguito alla pubblicazione sulla rivista "The Lancet" dei risultati di uno studio secondo cui l’efficacia terapeutica dell’omeopatia sarebbe ancora tutta da dimostrare. "Cade in errore – ha dichiarato Del Barone – chi ancora oggi si ostina a considerare l’omeopatia una medicina alternativa. Dobbiamo invece parlare di medicina non convenzionale come stabilito nel Codice di Deontologia Medica, proprio perché non si sostituisce alla medicina allopatica ma ad essa si affianca, ampliando di fatto il ventaglio di scelte a disposizione del medico e del paziente".

Il Presidente della Federazione dei medici e degli odontoiatri ha ribadito che questa linea di pensiero è stata confermata con forza in un documento approvato dalle rappresentanze della professione medica nel 2002. Secondo Del Barone, infatti, "nessun medico, anche il più convinto sostenitore dei trattamenti omeopatici, metterebbe mai da parte la medicina tradizionale che ha ottenuto importanti risultati in molte patologie gravi ed invalidanti".

Per quanto riguarda la diatriba tra gli assertori della non scientificità dell’omeopatia e coloro che, al contrario, ne sostengono l’ efficacia, secondo la Federazione, la risposta è nel sempre maggiore gradimento da parte dei pazienti che è "legato indubbiamente alla bontà dei risultati e non a suggestione o convinzioni miracolistiche". Infatti se i cittadini "trovano riscontri positivi nelle terapie omeopatiche e se i colleghi registrano risultati soddisfacenti senza tralasciare lo studio e la ricerca di ulteriori conferme di carattere scientifico – ha aggiunto Del Barone – occorrerà non esagerare con dubbi e perplessità ".

Per questo, ha concluso, "credo sia opportuno garantire libertà di scelta ai cittadini e libertà professionale al medico, unico in grado di individuare i pazienti suscettibili di un beneficiale ricorso alle medicine e pratiche non convenzionali, come ad esempio l’agopuntura entrata a far parte dell’insegnamento universitario e sempre più praticata in ambito ospedaliero, vista la crescente richiesta da parte dei pazienti contati a centinaia di milioni nel mondo".


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